La casa dei miracoli. Così è stato ribattezzato un edificio che è riuscito a resistere all'alluvione in Nepal, mentre tutto attorno veniva travolto dall'onda di fango e detriti. Ma salva è anche la famiglia che si trovava dentro. Intrappolata, senza via di fuga, ha visto le palazzine vicine crollare sotto la forza devastante della natura, che non ha lasciato scampo a niente e nessuno.
I testimoni della strage
Bloccati, gli inquilini sono rimasti lì, aspettando il proprio destino, attendendo il momento finale che li avrebbe trascinati via. E questo sotto gli sguardi increduli di chi invece aveva trovato rifugio lì vicino, ma non poteva più aiutarli. Sotto le lenti dei piccoli obiettivi dei cellulari che li riprendevano: ultimi testimoni della strage.
Il fiume come un pitone
Mentre il fiume avvolgeva come un pitone la casa, salendo sempre di più, la famiglia prigioniera restava ferma. Ma la palazzina non crollava. Così come la statua di Shiva è resistita alle alluvioni del 2013 in India e quella di Buddha in Nepal non è stata spazzata via. Costruzioni religiose che si salvano. Miracolate, appunto. Però, in questo caso, si è trattato di un edificio civile.
La devastazione
L'abitazione della famiglia "miracolata" si trova sulle rive del fiume Trishuli, una zona in cui diverse infrastrutture sono state danneggiate e alcuni villaggi sono stati distrutti.
Sul versante tibetano l'alluvione ha sepolto il porto di Gyirong e su quello nepalese l'ondata ha distrutto in pochi istanti le valli del Bhotekoshi, a est della capitale, e quella del fiume Trishuli, nel distretto di Nuwakot.
«Totalmente distrutte»
Le immagini satellitari mostrano interi villaggi sommersi. «Le nostre case sono crollate e sono state completamente spazzate via, così come le strade, che sono state totalmente distrutte. Tutti quegli edifici, persino gli hotel: ce n'erano tantissimi. È stato tutto completamente spazzato via, completamente distrutto». Loro no. La famiglia nella casa sulle rive del fiume Trishul è sopravvissuta alla forza della natura.
La bandiera rossa
Dopo ore di angoscia riaprono gli occhi. Tutto intorno è marrone, sepolto dal fango. L'unico colore che rimane è il verdeacqua: quello della loro dimora. Ma in mezzo a tutto quel fango c'è un altro colore che spicca. È il rosso della bandiera che sventola sul tetto. La agita una delle persone scampate alla catastrofe. Non può parlare. Ma tutti possono sentire: «Siamo qui, siamo vivi».
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