«Non temiamo le Primarie, ma è meglio una sintesi su programma e candidato»

Sindaco Gaetano Manfredi, tra un mese tutti saranno in campagna elettorale: il suo futuro è a Napoli o altrove?

«Io lo vedo a Napoli perché la città è in grande trasformazione e in grande crescita, sono concentrato sulla mia città e voglio continuare il lavoro che stiamo facendo e accompagnare Napoli in questa trasformazione che guarda al futuro».

Dieci liste con vista sul centro, luogo politico ambito da tanti: come farà a conquistarlo?

«Più che parlare di centro si deve parlare di riformismo. Penso che ci sia un’area importante che guarda al cambiamento e serve un riformismo incisivo rispetto a quelle che sono le necessità della nostra società. Con i cambiamenti velocissimi della società e dell’economia le politiche pubbliche nazionali e locali devono adeguarsi: non si possono risolvere problemi nuovi con ricette vecchie».

Qual è in generale la salute del “campo largo” a livello nazionale? Visto dal di fuori non è che arrivino segnali autenticamente ispirati al riformismo.

«È un tema di tutte le sinistre a livello nazionale e internazionale. Bisogna fare sintesi tra forze diverse perché ci sono visioni diverse. Lo vediamo con i democratici americani e anche in Europa. È la scommessa dei prossimi anni avere un fronte progressista in grado di coniugare i diritti delle persone con quelle del cambiamento legate alle trasformazioni, è un processo in corso, è vero che non abbiamo ancora trovato la sintesi, ma è la direzione in cui dobbiamo andare».

La sensazione è che per lanciare la sfida all’attuale maggioranza di Governo servirebbero idee chiare sul programma e soprattutto su chi sarà il leader della coalizione.

«È importante partire dai contenuti, ci vuole una proposta politica che gli elettori possano capire e che metta al centro i bisogni più importanti delle persone: i salari sono bassi sono una autentica emergenza nazionale, la sanità, il tema della casa, delle troppe diseguaglianze. È da qui che bisogna partire e intorno a questa proposta costruire l’alleanza».

Elly Schlein, segretaria del Pd, e Giuseppe Conte capo del M5s, sembrano però agli antipodi su tutto.

«Alla fine si arriverà a una proposta condivisa. Credo che a settembre bisogna però concentrarsi sulla proposta politica, le elezioni potrebbero esserci già ad aprile».

Ma lei è per le primarie?

«Bisogna partire dalla proposta politica. Poi se si riuscisse a trovare una sintesi con un accordo condiviso sarebbe la cosa migliore. Però non dobbiamo avere paura delle primarie, sono una espressione della volontà popolare».

Tuttavia, la sua parte politica dice che sono divisive.

«Perciò bisogna partire da un progetto comune, poi chi dovesse vincere le primarie deve essere interprete di tutte le sensibilità che ci sono nel campo largo».

A destra litigano, ma poi corrono insieme e vincono.

«Sono caratteristiche storiche dei due schieramenti. Anche nel centrodestra ci sono differenze. In uno scenario bipolare è naturale che diano la sensazione di essere più compatti. Il nostro campo, per tradizione politica, è più plurale. E non dobbiamo preoccuparci del pluralismo che è un valore importante, ma essere capaci di fare sintesi e avere un progetto credibile per il Paese».

E come è la salute del campo largo napoletano cioè a casa sua?

«Lo vedo molto compatto, Napoli è un grande laboratorio politico nazionale sia a livello cittadino che regionale. E questo perché si discute delle cose da fare e della concretezza dei problemi da affrontare e quando si ragiona così la sintesi si trova. È un grande messaggio quello che parte da Napoli: è questo il metodo che dovrebbe essere usato anche a livello nazionale».

Dunque il rapporto con il Governatore Roberto Fico del M5s funziona?

«Il rapporto è ottimo, con Roberto e con la giunta regionale è molto produttivo, l’agenda è ricca. In primo luogo i trasporti, è molto importante il rilancio dell’Eav per la Campania e per Napoli. Poi le politiche per la casa. Un grande tema che vale per i più fragili ma soprattutto per il ceto medio e i giovani. Se si vuole evitare che Napoli perda altri abitanti e altri giovani abbiamo bisogno di un’offerta residenziale che faccia restare in città la nostra gente. Poi condividiamo i temi dello sviluppo, dell’educazione che sono la grande leva per valorizzare il capitale umano della Campania».

Qual è il progetto realizzato di cui va più orgoglioso e quello incompiuto su cui ha qualche rimpianto?

«Quello di cui sono orgoglioso è il lavoro che stiamo facendo sui trasporti, in particolare sulla metropolitana, ora ci sono dei lavori in corso e c’è qualche disagio ma la metro sta avendo e avrà alla fine un impatto storico sulla vita dei napoletani. E poi gli interventi di edilizia pubblica su Scampia, San Giovanni e in tante altre aree della periferia. Un progetto invece su cui si procede lentamente è il recupero del molo San Vincenzo a cui tengo molto, restituire ai cittadini un pezzo di città sempre negato è molto importante ma stiamo accelerando e l’obiettivo è averlo per la Coppa America del 2027».

A proposito, ma il bradisismo potrebbe mettere in discussione l’America’s Cup?

«Le due cose non sono interconnesse. La Coppa America non è in discussione e non crea alcun rischio. L’attenzione sull’area flegrea richiede invece un forte impegno con risposte ai cittadini che hanno perso la casa. Dobbiamo fare in modo che ritornino il più presto possibile».

Quale futuro per Bagnoli dopo la Coppa America?

«Il nostro obiettivo è che dopo la Coppa la colmata sia un grande spazio pubblico a mare che garantisca balneabilità e una serie di servizi legati anche allo sport. La città ha bisogno di spazi pubblici: dal Parco urbano quale grande polmone verde, a tutte le altre iniziative previste sempre in tal senso».

Bagnoli sta rinascendo grazie a grandi investimenti pubblici ma servono anche gli investimenti dei privati, come stanno le cose?

«Intanto l’interlocutore è Invitalia, i suoli sono dello Stato fino a quando non finisce il risanamento. Ci sono opportunità per i privati e i tempi sono maturi per questi investimenti. La Coppa America è una grande faro su Bagnoli quello che è previsto si può iniziare a fare man mano che i suoli vengono bonificati, quindi gli investimenti possono partire».

Chi non la trova simpatico dice che lei è poco presente in città, cosa risponde?

«Cerco di essere sempre presente dove è necessario, ma amministrare significa soprattutto fare, dimostrare con i fatti che a volte richiedono tempi lunghi. Altrimenti non si danno risposte concrete alle persone. Il populismo basato sulla presenza ad ogni costo è un meccanismo superato rispetto alle sfide che abbiamo davanti. Nei prossimi mesi mi confronterò sempre di più con le persone, ma ne incontro tantissime tutti i giorni e capisco quali sono i loro bisogni. Partiamo dalla realtà che abbiamo sotto gli occhi: un dato che mi rende soddisfatto è, per esempio, quello di Confesercenti che conferma come Napoli cresca di più in Italia economicamente rispetto ad altre città. E questo significa più reddito e posti di lavoro e più opportunità per i giovani. È la strada da seguire, solo con la crescita si riducono i divari e si creano opportunità, senza risorse restano solo parole e promesse».

A settembre ha un appuntamento con gli industriali per costruire pezzi dell’agenda Napoli insieme: da dove ripartirà il dialogo?

«Il nuovo Piano regolatore introduce maggiore flessibilità, è al passo con i tempi. I bisogni sono cambiati e servono regole urbanistiche che mantengono comunque i principi della sostenibilità e del consumo suolo zero. Sulla rigenerazione e trasformazione urbana siamo più veloci ed è un tema di confronto che trova il consenso anche degli investitori, definiremo dei punti e ci confronteremo».

Il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis dice che senza il Napoli la riqualificazione del Maradona non è sostenibile

«Sul Maradona abbiamo un piano ben definito: renderlo moderno e competitivo. Quanto alla sostenibilità, la Società Calcio Napoli paga meno di un milione all’anno, quindi già oggi il Maradona lo manteniamo con risorse comunali. In ogni caso mi auguro sempre che il Napoli possa continuare a giocare al Maradona dove sono stati vinti due scudetti negli ultimi tre anni e rappresenta un “tempio” del calcio amato da tifosi e turisti».

Siamo a Ferragosto che augurio si sente di fare fa ai suoi concittadini? Che augurio fa ai suoi concittadini?

«Auguro tanta serenità, soprattutto a chi soffre, e di trascorrere un Ferragosto in famiglia. Ferragosto è anche una riunione di famiglia, di affetti e momenti condivisi. In generale auguro a tutti i napoletani di potere vedere concretizzati i loro progetti: vorrei continuare a dare loro un mio contributo da sindaco».