Nuovi raid dell'Idf su Gaza: uccisi due bambini. L'appello di Netanyahu a 10 giorni dalle elezioni in Israele: «Si vota per la destra o per la Palestina»

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Il premier uscente incassa l'endorsement di Donald Trump e attacca la coalizione rivale: «Con loro saliranno al potere i partiti arabi»

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Due bambini sono stato uccisi oggi dal fuoco israeliano nella Striscia di Gaza. A riferirlo è l’agenzia palestinese Wafa, che cita una nota del ministero dell’Istruzione di Hamas. La prima vittima è Masak al-Dalu, una bambina di 7 anni, uccisa nei pressi del campo profughi al-Maghazi. La seconda è Tamer Soboh, di cui non viene riportata l’età, ucciso a ovest di Beit Lahiya, nel nord della Striscia. Secondo fonti locali, sono almeno cinque i palestinesi rimasti uccisi dal fuoco dell’Idf da questa mattina nell’enclave palestinese.

Netanyahu: «Alle elezioni la scelta è fra destra e Palestina». E incassa l’endorsement di Trump

I nuovi raid su Gaza arrivano a meno di dieci giorni dalle elezioni in Israele. Il premier più longevo della storia del Paese, Benjamin Netanyahu, è alla ricerca dell’ennesima conferma, malgrado le forti proteste anti-governative succedutesi negli ultimi anni e le responsabilità che buona parte dell’opinione pubblica gli attribuisce nella mancata preparazione al massacro di Hamas compiuto il 7 ottobre 2023. In vista dell’appuntamento elettorale 27 ottobre, oggi Netanyahu è tornato ad alzare i toni del confronti. «Queste elezioni sono cruciali per il nostro futuro: o la destra o la Palestina. O il nostro forte governo di destra o un governo di sinistra di Eisenkot con i partiti arabi, Yair Golan, Lieberman e Bennett», ha scritto il premier in un messaggio in cui si rivolge ai cittadini israeliani. Intanto, Bibi incassa l’endorsement di Donald Trump, che sui social scrive una lettera indirizzata al «grande popolo di Israele» in cui esprime «pieno e totale sostegno a Bibi Netanyahu nella sua corsa alla rielezione di primo ministro».

L’Ue condanna le violenze dei coloni in Cisgiordania

Oltre alle critiche sull’operazione militare a Gaza, Netanyahu ha da fare i conti anche con chi – soprattutto dall’estero – gli rinfaccia di chiudere troppo spesso un occhio di fronte alle violenze dei coloni israeliani nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania. L’ultima presa di posizione in questo senso arriva dalla Commissione europea, che tramite un portavoce «condanna fermamente i recenti attacchi da parte di coloni violenti in Cisgiordania, che hanno coinvolto anche diplomatici europei». Bruxelles accoglie «con favore le dichiarazioni di diversi rappresentanti israeliani che hanno condannato tali attacchi, tuttavia ci aspettiamo che vengano accertate pienamente le responsabilità e che vengano adottate misure efficaci per prevenire il protrarsi di atti di violenza e molestie violente nei confronti dei palestinesi nonché contro i giornalisti».

Foto copertina: EPA/Debbie Hill | Il premier israeliano Benjamin Netanyahu

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