Obiettivo puntato sul pianeta: i viaggi di Francesco Iurlaro, fotoreporter con la passione per la natura

Ci sono fotografie che si scattano premendo un pulsante e fotografie che cominciano molto prima, magari davanti a un album di famiglia.

Gli inizi

Per il brindisino Francesco Iurlaro tutto è iniziato così, da bambino, osservando il padre con una macchina fotografica in mano mentre fissava sulla pellicola i momenti della vita quotidiana, le giornate al mare, i volti della famiglia. Quelle immagini sono diventate per lui una sorta di macchina del tempo, capaci di riportare indietro un istante e trasformarlo in memoria. Poi, crescendo, a quella passione se n’è aggiunta un’altra, altrettanto potente: quella per la natura e per il mare.

I viaggi

È nato così il viaggio di un giovane fotoreporter brindisino che oggi porta il suo obiettivo in giro per il pianeta, alla ricerca di animali, paesaggi ed ecosistemi da raccontare attraverso fotografie e videoreportage. Un viaggio che, però, non ha mai davvero cancellato il punto di partenza. Anzi: più Iurlaro si allontana da Brindisi, più impara a guardarla meglio. La sua è una fotografia che vive dell’imprevisto. Una balena che emerge dall’acqua, un branco di delfini che cambia improvvisamente direzione, una volpe che compare nel bosco: non esistono pose o repliche. «La natura non ti aspetta – afferma lo stesso Iurlaro - devi essere paziente, preparato e già pronto quando arriva il momento. Spesso hai una sola possibilità, un vero “one shot”: il primo scatto può essere quello giusto senza una seconda occasione».

L'esperienza

È una lezione che Iurlaro ha imparato soprattutto sul campo, osservando e facendo esperienza. La tecnica, da sola, non basta. Bisogna conoscere l’habitat, capire come muoversi, mimetizzarsi, rispettare i tempi dell’animale e, soprattutto, imparare a diventare quasi invisibili. Perché nella fotografia naturalistica il protagonista non è chi sta dietro l’obiettivo, ma ciò che accade davanti a lui. Tra i tanti ambienti attraversati – dai deserti del Nord Africa ai paesaggi gelidi del Polo Nord e della Lapponia – è però il mare a conservare un posto speciale. Gli incontri sott’acqua sono quelli che più lo hanno colpito: gli squali in Australia, le balene in Islanda, gli squali balena, i delfini e le tartarughe in Egitto. Immergersi significa entrare in un universo che per la maggior parte delle persone rimane invisibile, quasi alieno. Non è soltanto la rarità dell’incontro a renderlo prezioso. È la sensazione di avere assistito a qualcosa che, mentre accade, appartiene soltanto a chi lo sta guardando. La fotografia arriva dopo, come un ponte verso chi quell’istante non ha potuto ammirarlo. Eppure, il mondo raccontato da Iurlaro non comincia necessariamente dopo un volo intercontinentale. Una delle sue sfide più interessanti è dimostrare che la natura spettacolare non è sempre lontana. Può trovarsi a pochi chilometri da casa, nei luoghi che attraversiamo ogni giorno senza guardarli davvero. Da questa convinzione è nata anche “Brindisi Wildside”, pagina Instagram pensata per raccontare la fauna del territorio e accendere uno sguardo nuovo sulla città e sui suoi dintorni.

Casa

«A Brindisi non possiamo incontrare una balena, ma anche qui la natura offre spettacoli straordinari – dice Francesco - il problema è che spesso viviamo con i paraocchi o in maniera distratta». È forse questo il filo più autentico dei suoi reportage: mettere in relazione il vicino e il lontano, il paesaggio familiare e quello esotico, senza stabilire una gerarchia. Un deserto africano può lasciare senza fiato, ma anche un boschetto locale può regalare un incontro inatteso. Serve soltanto la capacità di fermarsi, osservare e aspettare. Per Iurlaro, del resto, anche le difficoltà fanno parte del viaggio. Una notte in tenda in un luogo remoto, quaranta ore di volo e cinque scali diventano dettagli quando davanti c’è qualcosa che si desidera raccontare. La passione, dice, è il motore che permette di non fermarsi e di trasformare gli ostacoli in parte dell’esperienza. «La bellezza, per me, è continuare a sorprendermi e permettere agli altri di scoprire il mondo attraverso ciò che vedo – conclude - se una persona guarda una mia fotografia e mi dice che, attraverso quelle immagini, riesce a viaggiare anche solo con la fantasia, allora sento di aver raggiunto il mio obiettivo».