Ore d’ansia dopo il malore per don Michele Rossini: nelle chiese si prega per il sacerdote

PESARO Sono ore di apprensione e di intensa mobilitazione spirituale nella comunità diocesana di Pesaro per le condizioni di salute di don Michele Rossini, sacerdote molto noto. Nella giornata di mercoledì, il religioso, che il 18 ottobre compirà 56 anni, è stato colto da un improvviso malore che ha reso necessario il tempestivo ricovero in ospedale.

Il decorso

Attualmente don Michele, come tutti semplicemente lo chiamano, a testimonianza di quanto sia conosciuto e dell’affetto che lo circonda, è ricoverato nel reparto di Neurochirurgia del San Salvatore e le sue condizioni sono ritenute serie. Dalla Diocesi le informazioni sul suo stato di salute filtrano con prudenza e vengono centellinate con estrema parsimonia anche perchè si deve attendere la conclusione degli accertamenti medici per avere un quadro più chiaro sia del decorso che della prognosi. I sanitari stanno ancora eseguendo degli esami per cui è ancora presto per sapere quale sia l’origine del malore e il suo sviluppo. Ma la notizia si è diffusa rapidamente in città, suscitando una vasta e immediata onda di affetto con tanti messaggi che si sono rincorsi tra il clero, ma anche tra amici e gruppi per chiedere informazioni.

La preghiera

Per accompagnare don Michele in questo momento delicato, la comunità religiosa, insieme ai parrocchiani e ai fedeli, si è stretta in un abbraccio corale. «Preghiamo e chiediamo di pregare per lui» ha postato don Luigi Signoretti. Così ieri la preghiera si è fatta comunitaria nell’appuntamento delle 18.30 per la celebrazione della messa e, successivamente, durante l’adorazione eucaristica. «Siete tutti invitati a unirvi a queste preghiere dove e come potete. Grazie.» ha concluso don Signoretti.

Sacerdote stimato e profondamente inserito nel tessuto sociale cittadino, don Michele Rossini, ordinato presbitero il 4 marzo 2000, rappresenta una figura di riferimento per i fedeli. Attualmente è parroco in solido delle parrocchie di San Martino Vescovo (Villa San Martino) e San Paolo Apostolo (Tombaccia), oltre che referente per il coordinamento pastorale dell’unità locale. Ma don Michele si è sempre distinto per un dinamismo pastorale che va ben oltre i confini parrocchiali. Conosciuto per il suo impegno nel mondo giovanile ha ricoperto incarichi di assistente ecclesiastico di zona dei gruppi scout Agesci e del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl) di Pesaro, fornendo al contempo le sue competenze all'amministrazione diocesana come consigliere del Collegio dei Revisori dei Conti dell’Idsc.

La vicinanza

Prima ancora è stato parroco di San Terenzio, a Cattabrighe, ma i più lo ricordano per la sua lunga guida alla parrocchia di Santa Veneranda, dal 2003 al 2016, e la sua organizzazione per la Festa del Basilico, tradizione di punta che ha saputo rinnovare e diffondere. Addirittura, nel 2016, quando ci fu il suo avvicendamento dalla parrocchia di Santa Veneranda a Cattabrighe, ci fu anche una mobilitazione dei parrocchiani per chiedere all’ora vescovo, monsignor Piedo Coccia, che non se ne andasse.