Ostuni, quattro attentati in sette anni contro la famiglia Tanzarella: nessun responsabile individuato

Ostuni, quattro attentati in sette anni contro la famiglia Tanzarella: nessun responsabile individuato

di Danilo SANTORO

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venerdì 28 agosto 2026, 07:41 - Ultimo aggiornamento: 08:17

Il primo episodio tra il 31 ottobre e l’1 novembre del 2019. Poi altre tre intimidazioni: l’ultima nella notte tra il 26 ed il 27 agosto del 2021. A distanza di cinque anni nelle stesse ore la famiglia Tanzarella ha subito una nuova intimidazione.

E se nei quattro episodi tra il 2019 ed il 2021 vittima degli atti intimidatori era stato Domenico Tanzarella, ex primo cittadino di Ostuni dal 2004 al 2014, nelle scorse ore è toccato al figlio Giuseppe subire il duro attacco della criminalità.

Due dei quattro episodi si sono verificati dove abita l’attuale segretario regionale del Psi, Domenico Tanzarella, lungo la provinciale per Carovigno. Il primo si verificò nella notte tra il 31 ottobre ed il 1° novembre 2019: ignoti esplosero colpi di arma da fuoco contro il portone d’ingresso della sua abitazione e contro l’auto parcheggiata a poca distanza.

Scena identica nella notte tra il 3 ed il 4 gennaio del 2020. Poche settimane dopo questo episodio, il prefetto di Brindisi, sentito il ministero dell’Interno, dispose il servizio di scorta nei confronti dell’ex sindaco. Misure non sufficienti a ridare completamente tranquillità alla sua famiglia: il 3 giugno del 2020, nei pressi dello studio legale di Tanzarella, in pieno giorno venne incendiata l’auto dell’avvocato Domenico. Un anno dopo durante i festeggiamenti per sant’Oronzo i colpi di fucile contro lo studio legale in via Pietro Micca. Dopo aver percorso anche un breve tratto in controsenso, forse per eludere le telecamere della strada principale, i banditi, in moto raggiunsero lo studio.

Il passeggero, dopo aver estratto dal giubbotto in cui era occultato il fucile a canne mozze (si ipotizza semi-automatico), esplose il colpo diretto al portoncino. Poi la fuga per il centro della Città Bianca e il nascondiglio e l’avvio delle indagini.

Ad oggi mandanti ed esecutori materiali dei colpi di arma da fuoco contro auto e studio di Tanzarella sono ancora ignoti. E mentre si cerca di dare un volto a quella sequenza di intimidazioni contro l’ex primo cittadino, la Procura di Brindisi è impegnata nel ricostruire anche quanto nell’ultimo anno: il 15 agosto del 2025 fu scoperto un ordigno nei pressi dello studio professionale dell’allora sindaco Angelo Pomes, in via Pisanelli, a poche decine di metri da piazza della Libertà. Dopo questo episodio fu adottata come misura di protezione la scorta, revocata poche settimane fa su richiesta dello stesso Pomes.

Dopo l’ordigno in via Pisanelli c’è stato anche l’episodio del danneggiamento di una delle draghe del porto di Villanova. E ancora, tra il 7 e l’8 ottobre 2025 oltre 200 ulivi furono gravemente danneggiati in un terreno di una società riconducibile all’ex consigliere regionale Giovanni Epifani. Il 22 aprile scorso invece colpi di arma da fuoco vennero esplosi contro l’ex presidente dell’Ostuni calcio Roberto Marzio. Le indagini per identificare i responsabili di questi episodi sono ancora in corso.

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