Palazzina del demanio nel degrado, coperta di rovi e ricettacolo di topi. Di fronte le ville di lusso, i residenti: «Siamo stufi»

​PORDENONE - Una palazzina di tre piani completamente abbandonata. La vegetazione che cresce con ostinazione nel cortile, avvolgendo tutto ciò che trova attorno: cancelli, inferriate e perfino un gigantesco palo della luce interamente ricoperto da rovi. Il giardino incolto diventa spesso ricettacolo di insetti e topi giganti. E nei mesi scorsi è stato utilizzato come rifugio dagli sbandati. Di fronte allo stabile degradato, sette ville di lusso dal valore di circa 600mila euro l’una. Ci troviamo in via Dario Chiaradia, una traversa residenziale di viale Libertà. Negli anni gli inquilini hanno inviato segnalazioni a polizia locale, Gea e Comune, con un continuo rimpallo. L’edificio infatti fa parte del demanio statale ed è in capo all’esercito. Fino a 15 anni fa era la residenza dei marescialli. 
«Viviamo da anni con questo obbrobrio davanti - racconta uno dei proprietari delle ville - e non ne possiamo più. Un mese e mezzo fa, l’esercito ha mandato una ditta per ripulire. Dopo esserci ritrovati faccia a faccia con delle pantegane giganti e dopo che un vicino ha mandato una pec di fuoco in Comune. Per fortuna hanno lucchettato i cancelli, almeno ora non entrano più i senzatetto a bivaccare, ma l’erba è stata tagliata in maniera frettolosa e sta già ricrescendo. Noi chiediamo un monitoraggio costante e interventi sistematici di manutenzione, altrimenti tra due mesi ci ritroviamo con i topi davanti casa».

Degrado, la protesta dei residenti

«Fino a un mese e mezzo fa - continua il residente - la situazione era peggiore. I cancelli della palazzina erano aperti e la notte arrivavano gli sbandati. Abbiamo dovuto mettere la videosorveglianza nelle nostre abitazioni. Non solo. C’è chi lasciava sacchi della spazzatura nel cortile, perché degrado chiama degrado. Dopo numerose segnalazioni alla Gea, andate a vuoto perché si trattava del demanio statale, siamo stati noi a raccogliere tutto e a gettarlo via. Era una situazione a rischio dal punto di vista igienico, con i topi e gli insetti che proliferavano. L’estate bollente ha peggiorato le cose e non abbiamo potuto mangiare in giardino a causa della mole di zanzare». Poi un mese e mezzo fa “l’incontro” con i topi e l’intervento della ditta per conto dell’esercito. «Ho parlato con il comandante - continua il cittadino - ed è stato disponibile, purtroppo ha detto che ce ne sono tante di queste situazioni in Friuli. Circa mille edifici dismessi dall’esercito ed è difficile gestirli tutti. Ma noi non possiamo vivere nel degrado. Finora sono venuti dietro nostra richiesta insistente ogni 3-4 anni a tagliare la vegetazione. Ma non basta. Servono un monitoraggio e una manutenzione costanti, anche se non fossimo in un'area residenziale. Con l’ultimo intervento hanno accorciato l’erba, ma tutto il resto è rimasto tale e quale. Stanno crescendo degli alberelli sui balconi, le sterpaglie sono rimaste a terra e tra un paio di mesi saremo al punto di prima. Un impresario ha anche tentato di acquistare l’immobile abbandonato per realizzare un condominio di lusso, ma non vendono». Poi c’è il palo della luce. «È stato ricoperto da rovi, ma essendo sulla strada la ditta dell’esercito non lo ha toccato. Penso sia competenza del Comune». Infine il tema auto fatiscenti: «Ne abbiamo fatte rimuovere due, le lasciano davanti all’edificio abbandonato. Alcune erano senza assicurazione o rubate. Quelle che perdono olio sporcano ovunque. Abbiamo proposto di mettere un disco orario per evitare queste situazioni. Servono monitoraggio e manutenzione. Nel cortile, con l’immondizia possono gettare dell’amianto. Basta».