Paziente devasta il pronto soccorso di Schiavonia e lancia barelle agli operatori: entra in un bagno e distrugge anche quello

MONSELICE (PADOVA) - Ore di paura a Monselice nel pomeriggio di ieri, 6 settembre, quando un paziente ha devastato alcuni arredi dell'area rossa del pronto soccorso dell'ospedale di Schiavonia, dando in escandescenze ed esplodendo in una violenza senza controllo: l'uomo ha lanciato (tra i tanti oggetti) anche una barella, e ha danneggiato il lavabo di un bagno, che poi ha distrutto. 

La furia del paziente

L'episodio è iniziato verso le 17.30, ma la furia dell'uomo si è protratta per oltre due ore. Il paziente si era recato al pronto soccorso tramite il 118, e fin dalle prime fasi di assistenza non si è mostrato collaborativo. Ed è andata sempre peggio: man mano ha rifiutato di svolgere gli accertamenti ed è diventato sempre più aggressivo nei confronti degli operatori. 

La violenza: lanci di oggetti e un lavabo a pezzi

È allora che il personale ha attivato le procedure previste per la gestione dei pazienti in stato di agitazione psicomotoria, tuttavia senza successo: l'uomo ha solo intensificato la sua furia, insultando il personale e iniziando a lanciare diversi oggetti, tra cui una barella. 

Ma l'episodio è proseguito in peggio, perché l'uomo è entrato in un bagno, dove si è accanito contro un lavabo, che ha mandato in frantumi, e altri elementi della struttura. Il personale alla fine è riuscito a isolare il paziente all'interno del bagno, bloccando la porta con una barella: di tutta risposta, l'uomo ha tentato di sfondare la porta, danneggiandola, utilizzando ciò che aveva, e ferendosi. 

L'intervento delle forze dell'ordine

Nel frattempo era scattato l'allarme alle forze dell'ordine, che sono intervenute per gestire la situazione, fino ad arrivare alla presa in carico dell'uomo, poi trasferito presso il pronto soccorso. 

L’episodio ha avuto ripercussioni sull’organizzazione del servizio: l’area interessata è stata immediatamente isolata e le attività sono state temporaneamente riorganizzate presso un’altra ala della struttura. Il turno infermieristico è stato poi rinforzato con personale aggiuntivo, così da garantire la continuità e la sicurezza dell’assistenza.

La conta dei danni

Il bilancio dei danni provocati è pesante: un’ala dell’area rossa del pronto soccorso è stata pesantemente danneggiata, mentre il bagno nel quale il paziente era stato isolato è poi risultato completamente devastato. È stato quindi necessario procedere con le operazioni di messa in sicurezza, pulizia e disinfezione degli spazi, oltre agli interventi necessari per consentire la ripresa delle attività. Grazie al tempestivo lavoro del personale, intorno alle ore 22 il pronto soccorso è tornato pienamente operativo, permettendo di proseguire regolarmente l’assistenza ai pazienti. Fortunatamente, nessuno degli operatori è rimasto ferito. 

La direttrice: «Tutti hanno reagito con grande prontezza»

La dottoressa Volpin, direttrice dell’Uoc Pronto soccorso degli Ospedali Riuniti Padova Sud, sottolinea la tempestività con cui il personale ha gestito l’emergenza: «Medici, infermieri, operatori socio sanitari e personale della vigilanza hanno reagito con grande prontezza, riuscendo a contenere la situazione ed evitando conseguenze ancora più gravi. Complessivamente, sono stati circa dieci gli operatori intervenuti».
«È stato un episodio molto critico – racconta Volpin –. La violenza dell’aggressione e la forza dell’uomo hanno creato una situazione di estrema pericolosità, causando ingenti danni al pronto soccorso. Determinante, in quei momenti, è stata anche la prontezza di un’infermiera in turno che è riuscita a chiudere la porta del bagno e a bloccarla con una barella, isolando l’aggressore. Una reazione pronta e decisiva».

«Un episodio grave»

«Quanto accaduto agli Ospedali Riuniti Padova Sud è un episodio grave, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie. Desidero esprimere la mia vicinanza agli operatori coinvolti e il mio vivo ringraziamento per la professionalità e la prontezza dimostrate in una situazione di estrema difficoltà – dichiara la dottoressa Patrizia Benini, direttrice generale dell’Ulss 6 Euganea – Il fatto che non si siano registrati feriti tra pazienti e operatori è un risultato importante, frutto della capacità del personale di intervenire in modo tempestivo e coordinato. La sicurezza di chi lavora nei nostri ospedali e di chi vi accede per ricevere assistenza è una priorità e continueremo a mantenere alta l’attenzione su questo tema. Un ringraziamento anche al personale della vigilanza interna alla struttura e alle forze dell’ordine per la tempestività e la professionalità degli interventi».

I sindacati

«Fatti gravi che colpiscono chi ogni giorno garantisce assistenza e cura e che non possono diventare parte
della normalità - afferma Ivan Bernini, segretario generale della FP Veneto e di Venezia. Un mese fa, come FP CGIL, abbiamo lanciato una campagna di sensibilizzazione rivolta all’utenza, accompagnandola con la richiesta di aprire un percorso di confronto che coinvolgesse Regione, Aziende sanitarie, istituzioni e soggetti competenti in materia di sicurezza e ordine pubblico. Non pensiamo esistano soluzioni semplici, tantomeno definitive. Proprio per questo servirebbe affrontare il problema in maniera strutturata, mettendo attorno a un tavolo tutti i
soggetti interessati e verificando anche quanto è già stato fatto».


«Quello che non è più accettabile è un meccanismo ormai ricorrente: accade un fatto grave, se ne parla per qualche giorno, arrivano solidarietà e dichiarazioni, poi il problema torna nel cassetto fino all’aggressione successiva»...«Gli ospedali non possono diventare luoghi nei quali scaricare rabbia e frustrazione contro chi lavora. Serve quindi meno ritualità dopo i fatti e maggiore responsabilità prima che accadano: un confronto permanente, la verifica concreta delle misure già adottate e la costruzione, per quanto possibile, di strumenti comuni di prevenzione, tutela e intervento. La violenza non può essere normalizzata. E neppure la rassegnazione di chi, ad ogni nuo-
vo episodio, ha la sensazione di avere già sentito le stesse parole».