Aver lavorato in Italia e in un altro Paese non significa necessariamente dover rinunciare a una parte della propria storia contributiva al momento della pensione. Per chi ha svolto attività lavorativa oltreconfine, le regole previdenziali prevedono strumenti che consentono di valorizzare i periodi assicurativi maturati in Stati diversi e di utilizzarli per verificare il diritto al trattamento pensionistico. Il meccanismo prende il nome di totalizzazione internazionale e si applica nell’ambito del cumulo dei periodi assicurativi in regime internazionale, secondo le condizioni previste dalla normativa europea o dagli accordi bilaterali di sicurezza sociale.
Con la circolare n. 107 del 20 ottobre 2026, l’Inps riepiloga le istruzioni per il riconoscimento dei contributi esteri e chiarisce diversi aspetti relativi alla determinazione dell’importo della pensione e alla verifica dei requisiti necessari per accedere alle prestazioni. L’obiettivo è fornire indicazioni operative per le situazioni in cui la carriera lavorativa di una persona si è sviluppata in più Stati e i contributi versati devono essere valutati attraverso il coordinamento tra sistemi previdenziali differenti.
Il sistema riguarda, in particolare, i periodi assicurativi maturati negli Stati dell’Unione europea, nei Paesi dello Spazio economico europeo, in Svizzera e nel Regno Unito, secondo le disposizioni applicabili. Può interessare anche chi ha lavorato in Stati extraeuropei con i quali l’Italia ha stipulato accordi o convenzioni bilaterali che prevedono la totalizzazione internazionale. Non tutti i Paesi, tuttavia, rientrano automaticamente in questo meccanismo: occorre verificare quali strumenti di coordinamento previdenziale siano applicabili al singolo caso. Il principio fondamentale è che i contributi non vengono trasferiti materialmente da un sistema previdenziale all’altro. I periodi maturati all’estero possono essere presi in considerazione per accertare il raggiungimento dei requisiti pensionistici, mentre ciascun Paese determina la quota di trattamento di propria competenza sulla base delle regole applicabili e della contribuzione riconosciuta nel proprio sistema.
Inps, congedo di maternità: al via da Bologna la sperimentazione digitale