«Ampliare le carceri minorili». Dopo i disordini degli ultimi giorni a Milano, Carlo Nordio rilancia il piano per aumentare i posti negli istituti penali per minorenni (Ipm), tra nuove strutture, ristrutturazioni e l'ipotesi di destinare ai più giovani alcuni spazi delle carceri per adulti. Una necessità, secondo il ministro della Giustizia, dettata anche dai numeri: dal 2022, i detenuti minorenni all'interno degli istituti sono aumentati del 40%, e il sistema è ormai «in sofferenza», come riconosce lo stesso Guardasigilli. Una linea che però divide la politica e le associazioni, che contestano il crescente ricorso al carcere per i ragazzi.
La linea del governo
Il governo va avanti sul progetto di ampliamento dei posti nei cosiddetti Ipm (gli istituti penali per minorenni) con la realizzazione di nuove strutture e il recupero di quelle fatiscenti. Nelle ultime ore, come da routine, si è svolta l'ennesima riunione a Via Arenula dove il tema è stato affrontato, anche alla luce dei fermi in piazza dopo i disordini degli ultimi giorni, che a Milano hanno riguardato per l'80% degli under 18 fino ai ragazzini appena adolescenti. «Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta - riflette il ministro della Giustizia, Carlo Nordio - ma vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre i violenti. E - sottolinea il Guardasigilli - il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza». Il vertice nella sede del dicastero - uno dei vari che ciclicamente si susseguono - ha l'obiettivo di «cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare degli accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori».
La situazione
Quest'ultima ipotesi era già stata sperimentata nel 2025 nel carcere di Bologna, dove all'epoca era stata istituita una sezione provvisoria per giovani tra i 21 e i 25 anni all'interno della Dozza per alleggerire la pressione sugli istituti minorili. I numeri sono effettivamente aumentati dall'inizio della legislatura, che soprattutto con il decreto Caivano ha aumentato il ricorso alla custodia cautelare in carcere e inasprito le pene. Ma c'è stato anche un consistente aumento dei reati commessi dai giovani in questi quattro anni, in cui si registra il +60% per il tentato omicidio e per l'utilizzo di armi, il +50% di atti di violenza in generale e il +30% di abusi sessuali. Tanto che dal 2022, quando i detenuti negli Ipm erano 280, si è passati ora a 570 giovani in cella. E sono poco oltre 600 i posti complessivi, distribuiti su 19 istituti. Intanto si procede con inaugurazioni - quest'anno a Rovigo - e ristrutturazioni - a L'Aquila e a Lecce - che finora hanno portato a cento nuovi posti negli istituti. Altri centocinquanta saranno pronti nei prossimi mesi a partire dall'ampliamento di Casal del Marmo e gli altri carceri dedicati, di Torino e Bologna.
Le proteste
Del parere opposto a questa linea è invece l'associazione Antigone, che denuncia: «ad agosto il 68,1% di chi era in Ipm non aveva una condanna definitiva e, più di uno su quattro, era in attesa di primo giudizio. Dunque una larghissima parte dei ragazzi si trova in un carcere come risultato di una politica che ha progressivamente allargato il ricorso alla risposta detentiva, anziché preservarne il carattere residuale», sostiene l'associazione facendo riferimento ai vari decreti approvati nel corso della legislatura. Anche il Pd parla di «deriva pericolosissima», visto che «dopo aver progressivamente smantellato il sistema della giustizia minorile, ora si arriva persino a ipotizzare di destinare ai minori spazi delle carceri per adulti». Anche per M5s si tratta di «una proposta folle» e Avs aggiunge: «toccando il tema degli adolescenti, il ministro si pone completamente fuori dallo spirito della Costituzione». E Più Europa sostiene: «con il decreto Caivano, Nordio ha riempito anche le carceri minorili che ormai sono sull'orlo del sovraffollamento».
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