Pescate, trentenne in short rimproverata da un turista per il suo abbigliamento: “Urla e rimproveri per com’ero vestita, mi sono sentita umiliata”

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Pescate, trentenne in short rimproverata da un turista per il suo abbigliamento: “Urla e rimproveri per com’ero vestita, mi sono sentita umiliata”

Il turista dell’Oman le si è scagliato contro perché indossava dei pantaloncini corti e una canottiera per il caldo. Il sindaco prende le difese della ragazza: “Qui le “mie“ cittadine si vestono come diavolo pare a loro”

Il sindaco Dante De Capitani

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Pescate (Lecco), 14 luglio 2026 – Rimproverata sulla soglia di casa propria per come era vestita, cioè in shorts e canottiera. A essere redarguita è stata una giovane mamma di 30 anni di Pescate, aggredita con veemenza a gesti e urla in una lingua a lei incomprensibile da un ospite dell’Oman di un B&B proprio di fronte alla sua abitazione, in centro del paese. “Ho sentito urlare, mio marito con i nostri bimbi piccoli era fuori, mi sono preoccupata e così mi sono affacciata alla porta – racconta la trentenne –. Indossavo pantaloncini corti e una canottiera, nulla di succinto né di volgare. Appena mi ha visto, quell’uomo mi ha squadrato da capo a piedi, guardandomi malissimo, peggio di un pastore tedesco da guardia, e ha cominciato a gridare e gesticolare, indicandomi e mimando il mio abbigliamento”. 

Il sindaco di Pescate Dante De Capitani

Il sindaco di Pescate Dante De Capitani

"Ho provato disagio” 

“Io amo il decoro, mi infastidisce chi gira in costume da bagno per intenderci – prosegue -. Per questo mi sono sentita molto a disagio e infastidita. Come meritano rispetto quanti sono ospiti nel nostro Paese, si deve esigere da loro lo stesso rispetto della libertà altrui”. Successivamente si è accertato che il “bacchettone” è un turista arrivato dall’Oman. “Sono preoccupata soprattutto per i miei figli, specie per la figlia femmina, la più piccola – prosegue la pescatese –. Non è ammissibile che qualcuno abbia da ridire su come una donna si veste”. 

"Ognuno si veste come vuole” 

“Qui a Pescate le “mie“ cittadine si vestono come diavolo pare loro – tuona intanto il sindaco Dante De Capitani, senza nascondere il biasimo verso gli integralisti musulmani -. Non devono chiedere il permesso a nessuno, tanto meno a chi qui in Italia è solo ospite. Alle ragazze e alle donne di Pescate dico di continuare a indossare shorts, pantaloncini e minigonne e pure un bel décolleté se vogliono, e di contattarmi immediatamente in caso di questi episodi di discriminazione al contrario”. 

"Siamo libere e determinate” 

“Noi donne siamo libere e autodeterminate – interviene pure Veronica Tentori, esponente delle donne democratiche -. Decidiamo noi cosa indossare, come muoverci negli spazi pubblici, come vivere il nostro corpo. Non spetta a nessun uomo, italiano o straniero, residente o turista, dire cosa è adeguato o meno. E non spetta neppure a un sindaco indicare alle cittadine come vestirsi, né dare indicazioni, su come dovrebbero vestirsi le donne”.

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