CONSELVE - Un padre tunisino di 28 anni per sottrarsi all’intervento dei carabinieri ha usato come scudo la figlioletta di appena un anno. L’episodio si è registrato nella notte tra sabato e domenica, quando i due fratelli nordafricani si sono pestati in mezzo alla strada.
L’EPISODIO
Una lite molto violenta con calci, pugni e minacce di morte. Fino a quando uno dei due ha avuto la peggio, riportando un profondo e vistoso taglio sulla fronte procuratogli dal fratello di 23 anni armato con un coccio di bottiglia. Alcuni residenti, sentita le urla e visto quanto stava accadendo, hanno avverto il 112 e in pochi minuti sono giunti gli uomini dell’Arma. Nel frattempo è scesa sulla strada anche la moglie del ferito con imbraccio la piccola di un anno. Il padre appena si è accorto dell’intervento dei militari ha strappato dalle mani della compagna la bambina.
A questo punto i carabinieri non sono più riusciti ad avvicinarlo. Il genitore straniero, sfruttando la figlia come uno scudo per evitare di essere bloccato dagli uomini dell’Arma, ha iniziato prima a minacciare i militari e poi li ha colpiti con una serie di calci. La situazione era diventata ingestibile, tanto da costringere la centrale operativa del 112 a spedire altre due pattuglie. Ma il giovane tunisino è diventato sempre più aggressivo e ha ancora colpito i militari intervenuti con una raffica di calci.
L’ARRESTO
I carabinieri, per non ferire la piccola disperata e in lacrime mentre la sua mamma urlava, non hanno potuto agire con tempestività per bloccare lo straniero. Gli uomini dell’Arma sono stati anche raggiunti da una serie di sputi. Ma l’incolumità della bimba era in serio pericolo, perché il padre pur di evitare l’arresto da parte dei militari ha continuato a sfruttarla come scudo esponendola al pericolo.
Ormai non c’era più tempo da perdere, così i carabinieri alla prima distrazione del nordafricano sono entrati in azione e sono riusciti a convincere il 28enne tunisino a consegnare la figlia a un vicino di casa. In un secondo momento è stata restituita alla madre. Tutto questo mentre gli altri militari hanno bloccato il nordafricano. I carabinieri hanno poi avvertito il sostituto procuratore di turno Sergio Dini di quanto era accaduto e lo straniero è stato arrestato con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.
IN OSPEDALE
Almeno quattro militari sono stati infatti costretti a sottoporsi alle cure dei medici del pronto soccorso e sono stati dimessi con una prognosi dai quattro ai cinque giorni. La bambina alla fine non ha riportato alcuna ferita. Il padre finito in manette è stato medicato sulla fronte e poi accompagnato in caserma per ulteriori accertamenti e infine nella casa circondariale Due Palazzi.
Gli inquirenti dovranno adesso capire per quale motivo è scoppiato un furioso pestaggio tra due fratelli marocchini in mezzo alla strada. La situazione del papà della piccola invece potrebbe aggravarsi, perché rischia di essere accusato anche del reato di maltrattamenti in famiglia. Da una prima ricostruzione dei fatti sembra che il 28enne, al momento dell’aggressione al fratello fosse sotto l’effetto di sostanze alcoliche. Il tunisino ha alcuni precedenti di polizia e forse, anche in questo caso siamo nel campo delle ipotesi, potrebbe avere voluto picchiare il parente a causa di un debito.