"Quanto tempo viene realmente dedicato al momento in cui il Parlamento decide e vota?" si chiede il deputato varesino del Movimento 5 Stelle, che sottolinea i temi importanti aperti e il rallentamento dell'attività di governo

«Una settimana di lavori parlamentari e le votazioni dell’Aula concentrate sostanzialmente in una sola mattinata, per circa tre ore e mezza. È un dato che dovrebbe far riflettere». È la denuncia del deputato varesino del Movimento 5 Stelle Antonio Ferrara, riferendosi ai lavori della Camera di questa settimana.
«Quando parlo di Aula, parlo dell’Assemblea nella quale possono essere presenti e votare i 400 deputati. Commissioni, audizioni e interrogazioni proseguono regolarmente, ma il punto è un altro: quanto tempo viene realmente dedicato al momento in cui il Parlamento decide e vota?».
Ferrara richiama quindi le numerose questioni aperte: «Costo della vita, salari, crisi industriali, energia, difficoltà delle imprese e soprattutto una sanità pubblica alle prese con liste d’attesa, carenza di personale e cittadini spesso costretti a scegliere tra aspettare mesi o pagare di tasca propria. Di fronte a tutto questo mi aspetterei un Parlamento utilizzato a pieno regime».
«Il problema diventa ancora più evidente quando, tra decreti-legge e deleghe, il baricentro delle decisioni continua a spostarsi verso il Governo. Il Parlamento dovrebbe discutere, modificare e costruire le leggi, non limitarsi sempre più spesso a ratificare decisioni già prese».
Ferrara conclude: «Una settimana di votazioni concentrata in tre ore può essere letta anche come il segnale di una spinta politica del Governo che si sta progressivamente esaurendo, quando manca ancora circa un anno alla scadenza naturale della legislatura. Se la maggioranza è già proiettata verso la prossima stagione elettorale, gli italiani però non possono aspettare: sanità, salari, imprese e costo della vita non vanno in campagna elettorale. E se il Governo sta perdendo la sua spinta, almeno non tenga al guinzaglio anche il Parlamento».
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