Gli agenti della Polizia locale di Lecce potrebbero presto cambiare sede e aprire un nuovo capitolo dopo anni trascorsi nello storico edificio di viale Gioacchino Rossini, al civico 110. E dopo aver ricevuto l’ennesimo avviso di sfratto – dalla società privata Montinaro Gaetano & Figli s.a.s., proprietaria dell’edificio – Palazzo Carafa ha ora ufficialmente avviato le procedure per individuare l’immobile destinato a ospitare il Comando. Anche se lo scorso maggio la società aveva già manifestato la disponibilità a rinnovare l’affitto o, in alternativa, a vendere al Comune lo stabile.
Ma la Giunta del sindaco Adriana Poli Bortone, seguendo gli indirizzi fissati con la delibera di Giunta numero 297 dello scorso luglio, ha deciso di guardare oltre e verificare cosa offre il mercato. Da qui, un’indagine per garantire la continuità operativa del corpo e, allo stesso tempo, capire se sul territorio comunale esistano soluzioni più funzionali, efficienti e convenienti dal punto di vista economico (il Comune paga ogni anno 85mila euro di affitto per la sede di viale Rossini). L’indagine esplorativa di mercato avviata da Palazzo Carafa punta a raccogliere manifestazioni di interesse per una struttura in grado di rispondere alle esigenze operative degli agenti del comandante Donato Zacheo e, allo stesso tempo, a quelle dei cittadini.
L’avviso pubblico mette nero su bianco un “identikit” preciso, a partire dagli spazi. La nuova sede dovrà svilupparsi su una superficie indicativa di circa 2.700 metri quadrati, dimensioni ritenute adeguate per organizzare in maniera razionale le attività del Comando, garantendo una netta separazione tra i settori riservati al personale e quelli destinati al pubblico. All’interno dovranno trovare posto gli uffici amministrativi, il front-office per l’utenza, una sala riunioni di ampie dimensioni, la centrale operativa, gli spogliatoi per agenti e ufficiali, l’archivio, i depositi e tutti i locali tecnici necessari al funzionamento quotidiano della struttura. Un insieme di spazi che dovrà essere organizzato secondo criteri di funzionalità, sicurezza e praticità, senza trascurare l’accoglienza degli utenti.
Altro capitolo, rilevante quanto gli altri, è quello dell’accessibilità. La futura sede dovrà trovarsi all’interno del territorio comunale, in una posizione adeguatamente collegata con la viabilità principale e, soprattutto, priva di barriere architettoniche. Una collocazione facilmente raggiungibile, dunque, sia per gli operatori sia per i cittadini che dovranno rivolgersi agli uffici del Comando. E poi c’è il nodo degli spazi esterni, tutt’altro che secondario. La struttura dovrà disporre di un’ampia area destinata alla sosta e alla manovra del parco mezzi della Polizia locale, oggi composto da circa 20 veicoli di servizio. Serviranno quindi ingressi e uscite agevoli, spazi sufficienti per le operazioni quotidiane e aree dedicate sia ai dipendenti sia agli utenti.
Le manifestazioni di interesse dovranno essere presentate entro le 12 del 29 ottobre prossimo all’Ufficio Patrimonio. Sarà poi il Comune a passare al vaglio delle proposte, mettendo a confronto diversi parametri: dall’efficienza energetica ai costi necessari per l’eventuale adeguamento degli immobili, fino alla convenienza complessiva dell’operazione. La partita, dunque, è appena iniziata. Anche in passato Palazzo Carafa aveva tentato di individuare una soluzione alternativa per la sede della Polizia locale, ma senza successo. Tra le ipotesi era finito anche l’ex Omni di viale Marche, una proposta che, tuttavia, non aveva avuto seguito.