Quel grande rebus sui tempi: "È stata comprata un mese prima"

Nell’esposto alla Corte dei Conti: "Come faceva il fornitore a sapere di aver ottenuto l’affidamento?"

Nell’esposto alla Corte dei Conti: "Come faceva il fornitore a sapere di aver ottenuto l’affidamento?"

Nell’esposto alla Corte dei Conti: "Come faceva il fornitore a sapere di aver ottenuto l’affidamento?"

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"La Biosfera" – ribadiscono i consiglieri comunali di centrodestra – sarebbe dovuta essere il nostro “albero della vita“: temiamo possa rivelarsi il simbolo dello spreco di denaro pubblico". La Biosfera è la palla multimediale simbolo di Pesaro Capitale della Cultura che si trova in Piazza del Popolo da febbraio 2024. A bocce ferme – presumibilmente alla fine del 2027 – tra acquisto, aggiornamento software e manutenzione, costerà ai contribuenti 939.217 euro. Di questi circa 100mila euro provengono dal bilancio comunale, mentre gli altri sono stati un investimento statale in capo alla Cte, la Casa delle tecnologie emergenti.

Sul tavolo di Procura, Anac e Corte dei Conti sono arrivate le richieste di verifica, riguardo alla regolarità della fornitura e gestione del bene/servizio Biosfera, inoltrate dall’opposizione consigliare composta da Michele Redaelli, Daniele Malandrino, Serena Boresta, Cristina Canciani e Giovanni Corsini, Antonio Bartolomei e Mauro Marinucci, Dario Andreolli, Marco Lanzi e Giulia Marchionni e Giovanni Dallasta. Perché? In sintesi le anomalie inanellate dal centrodestra nei vari esposti esaltano la carenza di requisiti in capo alla società fornitrice della Biosfera.

Il vicesindaco, Daniele Vimini ha replicato al centrodestra volendo allontanare ogni ombra dall’operato dell’amministrazione comunale. Per Vimini la regolarità ha trovato conferma nella verifica che il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha fatto in seno al progetto Cte citato, facendo un sopralluogo 11 giugno 2026 e redigendo un verbale di approfondimento firmato dai funzionari ministeriali. Una smentita, quella di Vimini che non ha sciolto i nodi evidenziati dall’opposizione a Procura, Anac e Corte dei Conti.

Quali nodi? Molti, ma qui esporremo solo i fondamentali. Primo fra tutti il fatto, attestato da un documento di trasporto, che la Biosfera è stata ordinata ad un commerciante cinese lo stesso giorno, il 18 ottobre 2023 in cui il Comune avviava la gara. "La Biosfera – ha rilevato il centordestra – è stata ordinata quasi un mese prima dell’aggiudicazione e prima ancora che scadesse il termine per presentare l’offerta. Si tratta peraltro di un prodotto commerciale, fornito da un’azienda terza. Come poteva – chiedono i consiglieri – chi l’ha ordinata avere già la certezza di aggiudicarsi l’appalto? E se l’esito era già scritto, che senso aveva la gara? Chiediamo che la Corte dei Conti verifichi come sia stato possibile".

Secondo, le anomalie sono state riscontrate riguardo ai requisiti della società Artifact fornitrice del bene/servizio Biosfera. Tipo? "La mancata pubblicazione dei bilanci societari – osservano i consiglieri –: la società Artifact non ha reso pubblici i propri bilanci per l’anno 2024 e per l’anno 2025. L’unico bilancio pubblicato è quello del 31 dicembre 2023, praticamente quello relativo al primo anno di vita della società, costituita il 7 settembre 2023. Eppure l’inosservanza di quello che è un obbligo di legge non è stata per l’amministrazione di ostacolo al secondo affidamento ottenuto da Artifact, quello da 141mila euro iva esclusa".

Secondo la ricostruzione del centrodestra infatti l’11 luglio 2025 il Comune affidava di nuovo ad Artifact, senza gara e in posizione irregolare la manutenzione, la gestione e lo sviluppo contenuti della Biosfera fino al 31 dicembre 2027.

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