Milano – Un raid antisemita in pieno giorno. Non programmato. Innescato da un incrocio casuale per strada. Tre ragazzi, tutti di origini nordafricane, contro un rabbino sessantenne della sede della Comunità ebraica di via Soderini. Gli insulti in arabo e in italiano. Il copricapo sfilato con forza dalla testa del religioso. E poi i calci e gli spintoni per impedire alla vittima di filmare col cellulare quello che stava succedendo. L’aggressione è andata in scena alle 16.30 in piazzale delle Bande Nere: il rabbino stava aspettando l’autobus 67 quando è stato preso di mira dal gruppo di giovanissimi, che quasi certamente sono stati attirati dal copricapo nero a falde larghe indossato dagli ortodossi. Nei minuti successivi, gli agenti dell’Ufficio prevenzione generale, aiutati da alcuni passanti, hanno intercettato i presunti autori dalle parti di piazzale Siena e li hanno accompagnati in Questura; lì dove si è recato pure il sessantenne, che per fortuna non ha riportato conseguenze fisiche, per sporgere denuncia. Dai primi accertamenti della Digos, sembra che nessuno dei tre, un diciannovenne marocchino e un ventenne e un ventunenne entrambi nati in Italia da genitori tunisini, abbia mai avuto legami di alcun tipo con movimenti organizzati. Se i sospetti dovessero trovare fondamento, potrebbero dover rispondere del reato di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa.

L’allarme antisemitismo Sos di Meghnagi
Milano – «Questa è l’ennesima aggressione. Un altro fatto gravissimo. Cosa deve succedere ancora? Tra un po’ ci scapperà il morto se non si interviene seriamente». Lo dice senza mezzi termini Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano che ieri ha denunciato l’aggressione avvenuta in piazzale delle Bande Nere ai danni di un rabbino. «Un episodio violentissimo, l’ennesimo attacco antisemita che rende l’idea del clima di terrore in cui viviamo per la paura di essere attaccati in qualunque posto e momento della giornata dagli odiatori violenti. Io non posso fare a meno di lanciare un’accusa».
Accusa verso chi?
«Accuso apertamente e senza paura i partiti contrari al disegno di legge sull’antisemitismo. Questa aggressione è l’ennesima dimostrazione che l’antisemitismo esiste e che va combattuto. Non bastavano, le centinaia di episodi di antisemitismo registrati dalle rilevazioni ufficiali negli ultimi 3 anni? Mi rivolgo ai partiti del “no“ (M5S, AVS), al Pd che si era astenuto, a tutti gli altri contrari. Anche loro sono colpevoli per quello che sta accadendo. Mentre ringrazio il centrodestra, Azione e Italia Viva. Non mi stanco di dire che serve un impegno deciso contro gli antisemiti, sta diventando un gioco al massacro. È necessaria una norma che finalmente ci dia la speranza di tornare a vivere in pace nel nostro Paese».
È capitato che, per paura di aggressioni, persone o famiglie ebree siano andate via da Milano o dall’Italia?
«No, in Italia per ora non è successo. Ma in Europa sì. Per esempio so che da Londra alcuni sono andati via, con destinazione Israele, Stati Uniti o Ungheria. Noi vediamo che le forze dell’ordine fanno tutto il possibile per darci protezione nella quotidianità e non possono certo stare a ogni angolo, h24».
Ci sono strutture o persone che hanno fatto ricorso alla vigilanza privata?
«No, non mi risulta. Però, ribadisco, a Milano la vigilanza non manca nei luoghi sensibili. Le scuole sono sorvegliate con presìdi mirati, così come i luoghi di culto e i posti considerati a rischio. Ma mi domando: perché si è arrivati a questo punto? È giusto? Sei mesi fa, mio nipote mi ha chiesto: “Nonno, come mai ci sono l’Esercito e la polizia?“. E io cosa avrei dovuto rispondergli? “Perché per qualcuno non sei un vero italiano?“. “Perché sei di un’altra religione?“. Noi desideriamo una vita tranquilla, in cui non sia normale che i nostri figli e nipoti debbano andare a scuola scortati dalle forze dell’ordine, in cui non sia necessario che ogni nostro evento pubblico debba avere misure di sicurezza eccezionali».
Come sta il rabbino aggredito?
«Non bene. È stato picchiato da tre giovani corpulenti, lui è una persona mite, minuta, è ancora terrorizzato. Lo hanno buttato a terra, tre contro uno, dopo averlo insultato con frasi irripetibili contro gli ebrei. Dolorante, è andato in Questura a sporgere denuncia e poi andrà anche in ospedale per farsi visitare. Mi auguro che per chi lo ha aggredito vengano presi provvedimenti efficaci ma purtroppo temo non succederà. Ribadisco: che cos’altro deve accadere, ancora?».