Abdirisaq Warsame, la ragazza somala di 22 anni che dovrebbe essere espulsa domani dalla Germania verso l'Italia, riceverà asilo e protezione da una chiesa evangelica di Norimberga, in Baviera.
Fuggita dalla Somalia per sottrarsi ad un matrimonio combinato, ha seguito la rotta migratoria che attraverso la Libia l'ha portata in Italia, a Lampedusa, dove è sbarcata lo scorso 27 febbraio, dopo una traversata di tre giorni nel Mediterraneo a bordo di un gommone. La destinazione finale sarebbe stata la Germania, dove si sarebbe ricongiunta con la madre e il fratello che non vedeva da 17 anni, quando erano a loro volta fuggiti dalla Somalia riuscendo a stabilirsi legalmente in Baviera.
Cosa dice il trattato di Dublino
Dietro la sua storia c'è però il diritto europeo, nello specifico il Trattato di Dublino sulla gestione dei migranti in Ue. Il regolamento fissa i criteri per determinare quale sia lo Stato membro competente a esaminare la domanda d’asilo in Unione europea di un migrante. Si accompagna al regolamento EURODAC, che è andato a istituire una banca dati con le impronte digitali dei richiedenti asilo e di chiunque entri illegalmente in uno Stato Ue. In questo modo si punta a contrastare la circolazione di richiedenti asilo all’interno dell’Unione (“asylym shopping”), da uno Stato all’altro, almeno fino alla fine delle pratiche per ottenere effettivamente l’asilo.
Secondo il presidente dell'associazione “Matteo-Chiesa e asilo” Stefan Reichel, che segue il caso, la decisione di espellere la giovane è ingiustificata considerando che «ha la sua famiglia ben integrata in Germania e in Italia rischierebbe di rimanere da sola, come tanti altri richiedenti asilo, e di finire in mezzo alla strada. È davvero triste, prosegue, dover constatare che non vi sia un minimo di empatia nei confronti di questa giovane donna, costretta a vivere in una situazione di totale incertezza sulle sue sorti, da settimane».
L'intervento della chiesa evangelica
Reichel, spiega che la possibilità di ospitarla in una chiesa evangelica di Norimberga si inquadra nell'ambito di un accordo con gli enti federali che risale al 24 febbraio 2015. «Questo stabilisce che le chiese, che siano evangeliche, cattoliche o libere, possono dare asilo per ragioni umanitarie a delle persone in grave difficoltà. La giovane somala è una ragazza particolarmente provata. Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia. In questo caso riteniamo che vi siano tutti i presupposti per darle asilo». La protezione della comunità evangelica durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l'espulsione.
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