C’è un primo sviluppo nell’inchiesta sulla morte di Paolo Lettieri, il 18enne di Boscotrecase morto domenica scorsa in un drammatico incidente stradale a Torre Annunziata. È indagato il 70enne che era alla guida dell’auto contro cui si è scontrato il motorino del giovane. Un atto dovuto nell’ambito degli accertamenti avviati per ricostruire la dinamica dell’incidente e stabilire cosa sia accaduto in via Avallone, alle spalle dello stadio Giraud. Il ragazzo è morto all’ospedale del Mare, dove era stato portato in condizioni disperate. L’inchiesta dovrà ora chiarire ogni elemento dello scontro, mentre cresce l’attesa per l’autopsia, che potrà fornire ulteriori elementi agli investigatori. Soltanto successivamente sarà possibile fissare la data dei funerali, l’ultimo saluto a un ragazzo che aveva appena compiuto 18 anni.
Torre Annunziata, schianto con lo scooter: morto giovane bagnino
Paolo doveva concludere gli studi al Liceo Pitagora-Croce. Si stava preparando ad affrontare l’estate lavorando come bagnino al Lido Azzurro. Proprio verso lo stabilimento balneare era diretto quando si è verificato l’incidente. Negli ultimi giorni il suo ricordo è stato affidato alle parole della dirigente scolastica, dei compagni e della società di basket che lo aveva scelto per il proprio futuro sportivo. Paolo giocava nel Basket Torre e le sue qualità erano state notate dalla Black Mamba Gragnano, che lo aveva inserito nel roster per la nuova stagione.
Una nuova avventura che avrebbe dovuto cominciare a breve e che invece è stata cancellata dalla tragedia. C’è poi un particolare che oggi, alla luce di quanto accaduto, assume un significato ancora più doloroso. A raccontarlo sono persone che hanno conosciuto Paolo negli ambienti scolastici e sportivi: anche i suoi genitori, proprio per timore che potesse succedergli qualcosa, non sarebbero stati favorevoli al fatto che il figlio utilizzasse il motorino. Una paura che, con il senno di poi, appare drammaticamente profetica. Paolo, però, quel motorino lo utilizzava soprattutto per necessità. Gli serviva per raggiungere il luogo di lavoro, il Lido Azzurro, e muoversi in autonomia durante l’estate. Non una scelta legata alla ricerca del rischio, raccontano quanti lo conoscevano, ma uno strumento necessario per andare al lavoro e continuare a coltivare i propri progetti. Ora sono proprio quei progetti interrotti a restare nel ricordo di chi gli è stato vicino. La scuola, il basket, il lavoro e una nuova stagione che avrebbe dovuto cominciare. Tutto fermato a 18 anni. Mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti e l’autorità giudiziaria attende gli esiti dell’autopsia, Boscotrecase e Torre Annunziata aspettano di poter accompagnare Paolo nel suo ultimo viaggio.