Riporta in Sardegna la sabbia rubata: «Era l’ultimo desiderio di mia madre»

Silvia Ferrarti aveva 15 anni quando, negli anni Settanta, la sua famiglia andò via dalla Sardegna con un "bottino" speciale: 40 chili di sabbia d'Is Arutas, la celebre e fantastica spiaggia dei quarzi, nell'Oristanese. Dopo 40 anni, il tesoro è stato restituito. Silvia ha esaudito l'ultimo desiderio della madre, Valeria, che in punto di morte le aveva fatto giurare che i chicchi di quarzo non potevano più rimanere a Milano, ma dovevano ritornare a Is Arutas, perché il senso di colpa aveva ormai preso il sopravento. La parola data è stata mantenuta. Accompagnata dal marito, Eros Cattaneo, ieri i 40 chili di sabbia, chiusi in dei barattoli, sono tornati sul bagnasciuga dopo ben 47 anni. Alla cerimonia della restituzione del maltolto - da tempo prelevare la sabbia dalle spiagge della Sardegna è vietato dalla legge ma non lo era nel 1979 - hanno partecipato l'assessore all'ambiente del comune di Cabras e il direttore dell'Area marina protetta. Il racconto di Silvia Ferrari corre veloce dal ricordo di quella vacanza in Sardegna ai giorni nostri.

«Con i miei genitori eravamo in roulotte da una parte all'altra dell'Isola. Una delle tappe fu la spiaggia di Is Arutas e tutti noi rimanemmo estasiati da quei granelli dalla forma arrotondata e dai colori splendenti, dal bianco al rosa al verde smeraldo». Era un'altra epoca e la famiglia milanese decide di rientrare a casa con quel souvenir prezioso: «Non avevamo ancora consapevolezza del danno provocato a quel paradiso». Per anni la sabbia che brilla alla luce del sole ha abbellito il giardino Zen di mamma Valeria, diventando anche un orgoglio di famiglia. Tanto da essere mostrato come un tesoro a parenti e amici. Anche dopo un bel po' di traslochi, sabbia compresa. Fino alla conclusione di questi giorni. «Oggi, qui a Is Arutas, mamma è qui con noi. Prima di morire mi aveva chiesto più volte di ritornare su questa spiaggia per restituire quanto avevamo preso».

Il ritorno

Il desiderio di mamma Valeria è stato esaudito dalla figlia in una splendida giornata d'estate, con Silvia che ha svuotato in mare i diversi barattoli dov'era custodita la sabbia. «Oltre ad aver rispettato le ultime volontà di mia madre, Abbiamo riparato a un torto che avevamo fatto, seppure allora inconsapevoli, a Is Arutas e alla Sardegna». Al momento delle immancabili foto ricordo, l'assessore comunale all'ambiente, Carlo Carta, ha detto: «Abbiamo ringraziato la famiglia Ferrari per il grande valore di quanto ha fatto... Restituire la sabbia a distanza di anni, esponendosi con coraggio, significa riconoscere che il patrimonio naturale appartiene a tutti e che ciascuno di noi ha la responsabilità di proteggerlo. Speriamo che questa storia possa essere d'esempio per quanti conservano ancora la sabbia delle spiagge di Sardegna come ricordo e che invece non può e non deve essere portata via». Negli ultimi 2 anni, 8 tonnellate di sabbia, ciottoli e conchiglie sono state sequestrate ai turisti in partenza dagli aeroporti di Cagliari e della Costa Smeralda. La legge regionale prevede multe da 500 fino a 3mila euro.

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