Ristorante Pincio chiuso per l'estate, ma il titolare Roberto Picciafuoco fa outing: «Vendo, voglio godermi la pensione»

Ristorante Pincio chiuso per l'estate, ma il titolare Roberto Picciafuoco fa outing: «Vendo, voglio godermi la pensione»
Ristorante Pincio chiuso per l'estate, ma il titolare Roberto Picciafuoco fa outing: «Vendo, voglio godermi la pensione»

di Claudio Comirato

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martedì 14 luglio 2026, 02:45 - Ultimo aggiornamento: 08:05

ANCONA - Il cartello esposto all’ingresso informa la clientela che il ristorante resterà chiuso per ferie nel periodo estivo. In realtà il Pincio, storico locale che si trova nell’omonima zona di Ancona, è stato messo in vendita. A confermare il tutto Roberto Picciafuoco uno dei titolari assieme a Moreno Alessandrelli: «In questi giorni nei vari canali social abbiamo letto di tutto, ma la verità è che il sottoscritto assieme all’altro socio siamo arrivati all’età della pensione. In questo locale abbiamo passato dei momenti indimenticabili, il ristorante ha rappresentato la nostra vita. Ma ora, se permettete, abbiamo veramente bisogno di goderci la pensione dopo tanti sacrifici».

Il chiacchiericcio

La notizia, in effetti, serpeggiava in città da giorni. Ovvero che dietro alla chiusura per ferie, come riportato sul cartello affisso, ci fosse qualcosa di più e di non dichiarato. Ma è stato il rimbalzo e il chiacchiericcio sui social ad aver portato a galla il progetto di Picciafuoco e del suo socio. «Al momento ci sono due trattative in corso con imprenditori anconetani che sarebbero interessati a rilevare il locale - spiega Picciafuoco - il ristorante del Pincio è senza dubbio un locale impegnativo e per tale motivo occorrono figure professionali di un certo livello, sia in cucina che in sala. Abbiamo deciso di fermarci proprio nel periodo estivo per dare modo alle trattative di fare il loro percorso e sopratutto concedere un periodo di adattamento a chi dovrà rilevare il locale». Una cosa è certa: in questi giorni, oltre ai commenti nei canali social, non sono mancate le telefonate a Picciafuoco che ha dovuto aprirsi con molti conoscenti e clienti i quali hanno chiesto le ragioni di questa inconsueta chiusura per ferie nel pieno del periodo estivo.

La storia

«Il locale, che una volta si chiamava il Sorrentino - racconta il ristoratore - è stato inaugurato nel 1972. Poi, nell’arco degli anni, tante cose sono cambiate a cominciare dal nome del ristorante. Ma il lavoro non è mai mancato, sopratutto nel periodo invernale: basti pensare che nei fine settimana eravamo costretti a mandare via, a malincuore, tante persone che si presentavano senza prenotazione. Con l’arrivo dell’estate c’è sempre stato un calo fisiologico, ma da settembre in poi le prenotazioni non sono mai mancate a cominciare dai pranzi di Natale fino al Capodanno, una tradizione consolidata al Pincio e che ha sempre richiamato tante persone». L’addio dell’attuale gestione sta tenendo con il fiato sospeso tanti storici clienti. I prossimi giorni saranno decisivi per il futuro del locale: «Sono arrivate due manifestazioni di interesse - ribadisce Picciafuoco - ma come spesso accade in queste situazioni occorre un minimo di riservatezza. L’unica cosa che possiamo aggiungere è che il ristorante pizzeria del Pincio avrà un futuro, d’altronde è un locale che fa parte del tessuto sociale del capoluogo di regione».

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