TREVISO «Insegnare è un mestiere rivoluzionario». Il prof Rocco Verna, storico docente di italiano e storia del Duca degli Abruzzi, amava descrivere così il lavoro che l'aveva portato a salire ogni giorno in cattedra e a incrociare migliaia di studenti. E così ha vissuto fino alla fine. È mancato ieri mattina (14 agosto). Aveva 77 anni. Un tumore l'aveva costretto in un letto dell'ospedale Ca' Foncello. Ma non esiste la sconfitta quando si affronta un problema di salute. Tanto meno in questo caso, dato che gli insegnamenti del prof restano, come conferma la pioggia di messaggi di vicinanza arrivata nelle ultime ore alla famiglia. Il professor Verna lascia la moglie, Paola Papa, ex docente del Besta, sorella di Lucia Papa, poetessa, a sua volta docente al Canova e al Fermi, mancata nell'aprile dell'anno scorso a 80 anni. E due figlie: Marta, pediatra, e Cecilia, insegnante di scuola media.
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Chi era
Originario di Rutigliano (Bari), Verna era arrivato da giovane nella Marca. Ha insegnato per 40 anni. Viveva con la famiglia nel quartiere di San Giuseppe. Da qui, passo dopo passo, ha costruito il suo percorso. È entrato al Duca all'inizio degli anni '70. Erano gli anni delle magistrali: l'istituto che preparava i futuri maestri. Di seguito ha vissuto la trasformazione in liceo. Anzi, è stato tra i protagonisti: il ministero lo aveva nominato nella commissione Brocca per la riforma. Nel 2003, poi, è stato segnalato con sei colleghi come docente tra i più stimati d'Italia. È andato in pensione nel 2010. «Avendo raggiunto i quarant'anni di servizio e non avendo fatto domanda di dimissioni - scherzava, ma non troppo - mi hanno dimesso». Gli studenti l'avevano salutato organizzando una grande festa a Conscio. Con tanto di "papiro" dal titolo eloquente: "Rocco Verna Magister Vitae Est". Ma non c'è solo questo. Oltre all'attività da insegnante, Verna è stato uno studioso. Epistemologo classico. Nel tempo ha scritto diversi libri. Anche per la scuola. Come Mondi letterari, testo di italiano messo nero su bianco assieme alla moglie, alla figlia Cecilia e alla prof Mariacarla Vian, che da studentessa del Canova lo aveva avuto come supplente e che poi ne era diventata collega, e grande amica, al Duca.
«I messaggi che stiamo ricevendo in queste ore rappresentano esattamente il motivo per cui ha fatto l'insegnante per tutta la vita: lasciare un segno nei giovani - spiega la figlia Marta - è stato tanto amato dai suoi studenti. Ne ha anche riscattati molti. E tanto hanno continuato a venirlo a trovare anche dopo». Ora tutti si stringono alla famiglia. «È un pezzo di vita che se ne va - dice Vian - dico addio a uno dei miei migliori amici, e l'emozione si fa sentire». Parole in linea con quelle di Antonia Piva, ex preside del Duca. «È stato uno dei miei maestri», rivela. «Ho ancora in mente l'aula della sua classe quinta tappezzata con le citazioni prese dalle lezioni e scritte sui muri dai ragazzi. Che senso meraviglioso di comunità educativa - ricorda - una mente affascinante dedita alla crescita dei più giovani. Credo che Treviso come città dovrebbe concentrarsi almeno un po' sul ruolo della scuola e la riconoscenza che tanti "maestri" meritano, altrimenti che Città della cultura può mai essere?». L'ultimo saluto al professor Rocco Verna dovrebbe essere dato nel primo pomeriggio di mercoledì. La data verrà confermata nelle prossime ore. Sarà comunque un addio laico, pieno di letture e di musica, nella casa funeraria Ivan Trevisin in viale Felissent.