È stata un’estate di fuoco quella che la Puglia prova a lasciarsi alle spalle con molta fatica. Da un primo bilancio tracciato da Coldiretti Puglia durante un vertice che si è svolto al Comune di Gravina, sono oltre 12.600 gli ettari bruciati su tutto il territorio regionale, con l’area dell’Alta Murgia, diventata uno degli epicentri dell’emergenza incendi. La provincia di Bari da sola raggiunge 6.221 ettari, pari al 49,1% del totale regionale. Seguono Foggia con 3.366 ettari, Barletta-Andria-Trani con 1.729 ettari. Migliaia di ettari di pascoli e campagne percorsi dalle fiamme e aziende agricole che sono state costrette a fare i conti con la distruzione di colture, foraggi, recinzioni, strutture e patrimonio produttivo.
Nell’incontro che si è svolto al Comune di Gravina rispetto a quanto avvenuto all’interno del Parco dell’Alta Murgia in estate, sono stati snocciolati i dati sulla base dell’analisi dei perimetri rilevati da EFFIS Copernicus nel periodo considerato, con un quadro che secondo Coldiretti Puglia impone una riflessione immediata sulla prevenzione.
«Di fronte a numeri di questa portata è limitativo fare la conta degli ettari bruciati e dei danni dopo che le fiamme hanno devastato campagne e aree naturali – denuncia Coldiretti Puglia – perché la prevenzione evidentemente non è stata sufficiente». La situazione degli incendi continua a preoccupare e a contare roghi che ingoiano interi territori e aree rurali, come l’ultimo incendio, in ordine di tempo, a Bitonto dove, nel primissimo pomeriggio dello scorso martedì, si è sviluppato un vasto incendio all'interno di Lama Balice. Dal drammatico bilancio stilato da Coldiretti solo nei comuni del Parco nazionale dell’Alta Murgia sono 7.900 gli ettari andati distrutti. La zona maggiormente colpita è dove lo scorso 25 agosto è divampato uno dei più grossi roghi all’interno del Parco Nazionale dell’alta Murgia, tra i comuni di Gravina, Poggiorsini e Corato. Oltre 4 mila ettari di terreno andati distrutti. Numeri che raccontano una ferita profonda inferta al territorio agricolo e rurale della provincia di Bari e Bat.
Per questo, Coldiretti Puglia ha già inviato una richiesta urgente all’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Paolicelli perché serve un intervento urgente e straordinario per garantire alle aziende colpite una deroga che consenta di continuare ad accedere agli aiuti comunitari e di non perdere i i sostegni a causa dell’impossibilità di utilizzare i terreni. Quello che servirebbe, è stato ribadito durante il vertice, è una strategia di prevenzione, con controlli, presidio e interventi tempestivi, che possa coinvolgere anche le aziende agricole che ogni giorno vivono e conoscono il territorio. «La prevenzione deve partire molto prima, con una presenza capillare sul territorio, manutenzione delle aree più esposte, controllo dei punti critici, tempestività nell’avvistamento e un coordinamento efficace tra tutti i soggetti chiamati a intervenire. Serve inoltre rafforzare il ruolo delle aziende agricole e degli allevatori come sentinelle del territorio, perché chi vive e lavora quotidianamente nelle campagne è spesso il primo ad accorgersi di un focolaio. Per attuare il sistema di prevenzione occorre investire risorse e responsabilità precise prima che il fuoco divampi e cancelli tutto», concludono dalla Coldiretti.
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