Tra infortuni ed emozioni, la Roma si regala una notte stellare per 80 minuti. Killer Malen non perdona, sugli scudi anche Ndicka, Soulé e Mora. Nel finale però il crollo sui calci piazzati che fa male contro il Real Madrid dell'ex Mourinho che vince in Champions League. I giallorossi avanti 3-1 si fanno rimontare negli ultimi sette minuti prima del 90' e perdono all'Olimpico 4-3.
PAGELLE ROMA
GOLLINI 5,5: Una serata che meriterebbe la colonna sonora dei Carmina Burana più che un brano rap. Nessun pericolo fino al gol di Mbappé su cui poteva davvero poco. Reattivo su altri due tentativi del francese nella ripresa, meno preciso sul tap in vincente di Espì. Poi ne becca altri due senza fare nulla. Peccato, era stato praticamente perfetto per 80 minuti.
MANCINI 6,5: Nel primo tempo gioca vicino a Mourinho. E vuole dimostrare al maestro che, anche grazie a lui, è diventato un difensore da Champions. Mantiene bene la posizione stavolta azzardando meno in fase di spinta. Sfortunato, ma poteva farci davvero poco, sul tiro di Mbappé. Mette tutto il resto nei tentativi di assalto prendendosi anche il giallo per frenare il francese lanciato a rete. (63’ Balerdi 5: a caccia di palloni che tenta di strappare prima che arrivino nella zona di pericolo. Ne cattura un bel po’ ma non è attento sul colpo di testa di Endrick e compagni, Male stavolta)
NDICKA 6: Stavolta l’identikit di chi pedinare è decisamente arduo, roba da Joh Wick. Evan non si spaventa e va a giocare d’anticipo su quel fenomeno di Mbappé. E quando il francese trova il varco non è certo colpa dell’ivoriano. Nella ripresa Ndicka diventa più di un marcatore arcigno, andando a far valere la personalità anche a ridosso dell’area del Real. Crolla pure lui nel finale.
HERMOSO 6: Sente odore di corrida e dopo 4 minuti costringe Courtois a rispolverare tutta la classe che aveva nel baule. Poi però legge male un rimbalzo del pallone e spalanca la porta del pareggio a Mbappè. E contro questi campioni non puoi permettertelo. Si riprende col passare dei minuti tornato a battagliare e a offrire anche soluzioni in costruzione. E nel finale si prende cura di Endrick che fa davvero la differenza quando lo spagnolo esce. (81’ Koulierakis 5: entra e la Roma ne becca tre, non con colpe specifiche. Però…)
WESLEY 6,5: Tra il compito di frenare Vinicius e la voglia di attaccarsi ai capelli di Cucurella. In una prima mezz’ora arrembante prevale la seconda scelta che lo porta anche a impensierire Courtois. Poi deve rinculare un po’, ma appena la Roma riprende fiato rieccolo lì a cercare fondo e assist come un ossesso. Nel finale pure lui non riesce a reggere l’urto del Real.
DE ROON 7: Dopo 15 minuti si ritrova a essere il perno di un centrocampo che continua a perdere pedine. Ma carisma ed esperienza non gli mancano di certo. E va a cancellare ogni residuo di possibile antipatia quando scaglia quel tiro alle spalle di Courtois che fa deflagrare l’Olimpico.
Qualcuno potrebbe accontentarsi, non Marten che torna a strappare palloni a gente come Valverde e Bellingham. Salta con fatica sul gol del 3-2 momentaneo.KONÈ 6,5: Aveva iniziato come un trattore, scorrendo spesso alle spalle di Tchouameni e andando a preoccupare la retroguardia di Mou. Poi, al 15’, la maglia sulla faccia e il crollo a terra che fa tirare il sospiro a tutti. Speriamo bene, ma sembra male. (16’ Pisilli 6: con Mou in panchina ha esordito e segnato in Europa. Ma il livello della gara di stasera è decisamente più tosto. Anche Niccolò però è cresciuto e non fa affatto una brutta figura. Anzi, sembra un veterano. Finale in affanno)
MOLINA 5: Voglia di attaccare e vincere un personale derby dal sapore madrileno. Ma anche qualche impaccio di troppo che in certe partite rischia di pesare. Se lo scrolla via nella ripresa dove mette anche attenzione in fase difensiva oltre ai soliti tentativi di assalto all’arma bianca. Ricasca nel finale in qualche errore di troppo.
SOULÈ 7: Scalda subito il destro ma la palla finisce fuori. Ci riprova una manciata di secondi dopo ma stavolta è troppo centrale. Tanta voglia e a volte frenesia quando c’è da ricamare con i compagni di reparto e invece tenta la giocata. Ma proprio quella frenesia mette in allarme Rudiger e compagni. E dal suo appoggio arriva la rete di de Roon. Poi è perfetto nel secondo rifornimento per Malen. Una lettura da grande giocatore. (63’ Pellegrini 5,5: deve tenere palle che scottano, ci riesce in parte Ha anche l’occasione di chiuderla ma spara alto)
DYBALA 7: Notte di sogni, di coppe e di campioni. Quelle notti che sono fatte apposta per lui e che prova subito ad illuminare tra giocate e un gol sfiorato. Ma questo Paulo non è più solo un diamante. Sa essere anche gemma di pietra dura, come canta De Gregori. Il tackle che avvia l’azione del vantaggio è il manifesto di un Dybala che sa far tutto. Gli manca solo il gol, arriverà. Poi resta negli spogliatoi per un risentimento. Maledizione. (1’st Mora 7: non fa rimpiangere Paulo e spazza via i dubbi dei soliti scettici con un assist precisissimo per malen dopo appena cinque minuti dal suo ingresso. Poi tante altre giocate di una qualità superiore)
MALEN 7,5: Smaltite le amarezze in riva al lago, Bobby vuole tornare a mettere il suo nome su un tabellino diverso. La serata non è di quelle che puoi affrontare in pantofole e pigiama. Ma Bobby ha una cabina armadio ricca di occasioni. Così si traveste da uomo di manovra, come in occasione del gol di de Roon. Poi fa cambio abito e torna killer d’area trovando la parata di Courtois. Serve lo smoking, lo mette a inizio ripresa quando è micidiale a tu per tu col belga in due occasioni. Come era? Segna solo con le piccole?
GASPERINI 6: Accoglienza d’oro per Mourinho, ma è la sua Roma a prendersi gli applausi più fragorosi in 80 minuti imperiali. Impone il gioco e crea occasioni a grappoli andando in doppio vantaggio contro la squadra più titolata al mondo. Ma contro queste squadre devi sbagliare poco anzi nulla. E la Roma nel finale sbaglia troppo. Forse anche i cambi.
Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 ottobre 2026, 23:09
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