TREVISO Si sono presi l’acqua per irrigare i campi senza rispettare i propri turni. Ma sono stati scoperti. E alla fine si sono visiti affibbiare multe fino a 500 euro. Sono in tutto 200 gli agricoltori trevigiani già sanzionati dal consorzio di bonifica Piave per aver usato l’acqua quando non avrebbero dovuto. «Il personale sta rilevando numerosi prelievi fuori orario», confermano dallo stesso consorzio guidato dal presidente Amedeo Gerolimetto. Non è solo una questione organizzativa. Tra il caldo record e la siccità, oggi l’acqua scarseggia: c’è il rischio che non basti.
«È obbligatorio rispettare gli orari assegnati. Solo in questo modo tutti coloro che ne necessitano potranno disporre delle stesse quantità d’acqua - specificano dal consorzio - nelle aree a nord di Treviso e Castelfranco l’acqua presente in canali e impianti proviene dai laghi montani del Mis, Pieve di Cadore e Santa Croce: non sarà prelevabile ancora per molto, la sua disponibilità è limitata, e per questo molto pregiata, l’uso è esclusivamente irriguo ed è vietato ogni spreco».
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NELLE CASE
L’emergenza idrica è già conclamata. E ora rischia di toccare anche i rubinetti delle case. Le riserve d’acqua della Marca stanno infatti viaggiando verso l’esaurimento. Alcune sorgenti sono già prosciugate. Ats, Alto trevigiano servizi, la società dell’acquedotto, ha aumentato il prelievo dalle falde e ridotto le pressioni nelle condotte. Il punto è che, senza piogge, i livelli delle falde si stanno già abbassando in modo preoccupante. E l’acqua usata per i campi non è sufficiente per ricaricarle. Anzi, nonostante i divieti, a volte per le colture intensive viene usata anche l’acqua. Un circolo vizioso pericolosissimo. Con il rischio è che i rubinetti delle case restino a secco.
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I DIVIETI
Ats ha scritto a tutti i sindaci della provincia. Oltre alla sensibilizzazione dei cittadini, si chiede una stretta sul rispetto delle misure previste dall’ordinanza regionale per limitare gli usi non essenziali dell’acqua potabile. Tra queste, il divieto di annaffiare i prati, lavare l’auto, riempire piscine e fontane senza il sistema di ricircolo e così via.
«La progressiva diminuzione della disponibilità d'acqua nelle sorgenti e nei pozzi - spiegano dalla società - sta delineando una situazione di crescente criticità che richiede la massima attenzione e la collaborazione di istituzioni e cittadini». «Ats continuerà a fare la propria parte col massimo impegno - specifica il presidente Fabio Vettori - ma solo attraverso una collaborazione concreta con istituzioni e cittadini potremo affrontare questa emergenza e garantire la disponibilità dell'acqua anche nelle prossime settimane».
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I LIVELLI
I numeri di Ats sono netti: «I dati registrati negli ultimi giorni evidenziano un peggioramento significativo. La sorgente del Tegorzo, in località Schievenin, ha visto la propria portata dimezzarsi, passando da 240 a 120 litri al secondo. Mentre la sorgente Fium si è completamente esaurita, con una riduzione della portata da 600 litri al secondo a zero. Anche l'apporto proveniente dall'area bellunese si è drasticamente ridotto: da 70 a soli 10 litri al secondo».
Il bollettino dell’Arpav rivela che i livelli delle falde presentano un deficit rispetto ai valori medi del periodo tra il 59% a Castelfranco e il 64% a Mareno. I serbatoi del Piave sono scesi al 63% di riempimento. Le falde in alta pianura si mantengono intorno al 10%. E la portata del Livenza a Meduna è praticamente dimezzata: con 40,7 metri cubi al secondo registra un calo del 48% rispetto ai valori attesi. «I numeri sono molto preoccupanti e confermano una situazione di forte criticità - evidenzia Vettori - i nostri impianti stanno lavorando al massimo e il personale è costantemente impegnato per mantenere in equilibrio un sistema che, con il perdurare della siccità, diventa sempre più fragile».
Si innesta qui l’appello. «È fondamentale che ciascuno faccia la propria parte - tira le fila il presidente - chiediamo ai Comuni di accompagnarci in questa azione di sensibilizzazione e ai cittadini di utilizzare l'acqua potabile con attenzione, evitando gli sprechi e limitando i consumi agli usi realmente necessari. Ogni comportamento responsabile contribuisce a preservare una risorsa indispensabile per tutta la comunità».