Tumore cutaneo, Ernesto operato a 100 anni: «Diritto alla cura e dignità valgono a ogni età»

PADOVA - Il tumore cutaneo sulla testa è stato asportato completamente con un intervento ambulatoriale di chirurgia plastica che ha consentito di ottenere pure un risultato estetico ottimale. L’aspetto straordinario è che il paziente ha quasi 100 anni ed è il più anziano sottoposto nel 2026 a un’operazione del genere.
Dopo due ore è stato dimesso in perfette condizioni, con un cerotto che toglierà a giorni. A prendersi carico del signor Ernesto, un arzillo signore che sino a maggio viveva da solo con la moglie novantenne, è stata l’équipe dell’Uoc Chirurgia Plastica dell’Azienda Ospedale Università diretta dal professor Franco Bassetto, nell’ambito della “Longevity”, la nuova dimensione della Medicina che lo specialista patavino sta studiando con i suoi collaboratori da anni, in collaborazione con gli esperti dell’Harvard University di Boston. Nel nosocomio di via Giustiniani nella stessa Uoc in precedenza hanno superato brillantemente interventi analoghi pazienti di 102 e 103 anni, e la prossima sarà una 95enne. 

Il trattamento

Nel caso del signor Ernesto i figli avevano preso contatti con la segreteria di Bassetto e subito era stata avviata la procedura che si è conclusa appunto con l’operazione risolutiva per il centenario, a dimostrazione che oggi l’età non rappresenta più un limite. Con una valutazione attenta, quindi, un team multidisciplinare composto da anestesista, geriatra, specialisti d’organo se necessari, e una pianificazione chirurgica su misura, si può intervenire in sicurezza anche nei soggetti in età molto avanzata, garantendo loro il diritto alla cura, alla dignità e alla qualità della vita. E in particolare la Chirurgia Plastica tiene in grande considerazione per tutti i soggetti over 85 il concetto “biopsicosociale”, cioè l'equilibrio tra funzione, integrità corporea e percezione di sé, in modo da dare a ogni persona l’opportunità di vivere meglio e in buona salute a qualsiasi età.
La cute, peraltro rappresenta l’anello debole degli ultra ottantacinquenni, sia per l’incidenza in aumento di tumori cutanei, sia per la fragilità di ulcere croniche e ferite difficili da rimarginare. Sul caso specifico è intervenuto ieri anche il presidente della Regione Alberto Stefani con una storia sui social in cui ha scritto sulla foto scattata al termine dell’operazione che ritrae il paziente, i parenti e i medici sorridenti. «Avanti così! Intervento riuscito per il signor Ernesto all’ospedale patavino, dove in collaborazione con Harvard, si sperimenta la nuova medicina della Longevity», ha commentato il governatore. 

Lo specialista

«Quelli su persone molto anziane - ha evidenziato Bassetto - sono diventati interventi di routine. Il paziente in questo caso era effetto da un tumore cutaneo che in passato non si asportavano perchè ritenuti ad alto rischio, mentre oggi è cambiato tutto e soprattutto nell’ambito della Chirurgia Plastica c’è una particolare attenzione alla Longevity , perchè la vita è destinata a prolungarsi: si arriverà a vivere 110-120 anni e la Medicina deve assicurare un’esistenza sana. C’è un forte interesse, quindi, per capire come dev’essere appunto questa Longevity e in particolare noi, che ci occupiamo delle malattie della parte più esposta del corpo, ci troviamo sempre più malati con tumori cutanei, tipici dell’eta avanzata, legati a danni causati dal sole perchè in passato non si faceva prevenzione: lo scorso anno, per esempio, abbiamo creato 5mila 400 istologici di oncologia cutanea. Non operare significa lasciare che la lesione diventi sempre più grossa e pregiudichi la qualità della vita perchè puzza o sanguina. Per questo interveniamo sia nel caso di neoplasie cutanee che di ulcere, su persone di qualunque età».