Salvini: «Troppe cittadinanze senza controlli, ora basta. Proponiamo test obbligatori e possibilità di revoca»

CADONEGHE (PADOVA) - ​Il Comune di Cadoneghe? «Un modello che potrà essere seguito a macchia d’olio in tutta Italia». Il sindaco Schiesaro? «Un ottimo amministratore che ha evitato una truffa». Matteo Salvini fa tappa in Veneto per affrontare molti temi caldi e decide di partire dal paese padovano dove nei giorni scorsi è esploso un caso nazionale: quello della cittadinanza negata ad una donna marocchina che non sapeva una parola di italiano. Il vicepremier scatta selfie e stringe mani nella piazza del municipio. «Dai che el barista gà messo su ea moca. ‘Ndemo bere el café» prova a dirgli a un certo punto il sindaco, ma Salvini è un fiume in piena e alla fine parla di tutto.

Ministro, perché è voluto venire di persona a Cadoneghe?
«Per ringraziare Schiesaro. C’è chi ha parlato di razzismo ma lui ha semplicemente fatto rispettare la legge. È giusto che chi chiede la cittadinanza parli la nostra lingua. Quella signora non sapeva una parola ed è stato accertato non una ma due volte. Il comportamento del sindaco è stato corretto, lo ha riconosciuto anche il Ministero dell’Interno e da Cadoneghe parte un invito a tutta Italia: le verifiche vanno fatte bene».

Ora cosa succede?
«Ora spetta alla Prefettura fare ulteriori verifiche ma è evidente che la conoscenza della lingua non ci sia anche se questa signora vive qui da 15 anni. O la signora dimostra in pochi giorni di parlare in modo fluente o c'era dietro una truffa e il sindaco l'ha evitata. A Cadoneghe c’era pure un corso di lingua italiana, abbandonato dagli aspiranti italiani». 

Ci sono anche tanti ragazzi di origine straniera che parlano italiano e addirittura veneto, ma devono attendere 18 anni per la cittadinanza. Potrà essere abbassato il limite d’età?
«No, non c’è alcuna valutazione per anticipare l’età. Di cittadinanze ne diamo anche troppe, senza i necessari controlli. Siamo tra i Paesi europei che danno più cittadinanze, quasi 200mila all’anno». 

La Lega chiederà ulteriori strette?
«Proponiamo i test obbligatori per accedere alla cittadinanza e la possibilità di revocarle in caso di condanne e reati gravi. Penso anche ai concetti come le spose in vendita e l’obbligo di velo: usanze barbare e incivili che qui da noi non possono trovare spazio».

Quali altri dossier delicati sta affrontando in questi giorni al Ministero. 
«Sto predisponendo le infrastrutture strategiche che potrebbero avere un utilizzo multiplo. Che Dio non voglia ma magari fra cent'anni, in caso di necessità, potrebbero avere un utilizzo non sono solo civile ma anche militare. Penso a ferrovie, porti, aeroporti, ponti...». 

A proposito di ponti: quello sullo Stretto?
«Auspico che abbia l'ok della Corte dei conti questo autunno, poi non sta a me decidere se un’infrastruttura è o non è militare. Noi offriremo al ministero della Difesa tutte quelle infrastrutture che potrebbero avere un duplice uso».

La sua agenda veneta prevede anche un incontro con il governatore Stefani. I temi sul tavolo?
«Abbiamo in piedi tanti progetti e penso soprattutto all’autostrada Brescia-Padova che potrebbe diventare il primo caso di autonomia infrastrutturale. Una strada percorsa dai veneti, gestita dai veneti, i cui i pedaggi verranno incassati dai veneti per fare interventi sulle strade dei veneti. Prevedo tempi brevi. Siamo fiduciosi». 

Porterà notizie anche al sindaco di Venezia?
«Conto di avere presto novità sull’omologazione europea del Barca-velox. Al Ministero abbiamo fatto tutti i passaggi necessari, la pratica è a Bruxelles. Appena arriva l’omologazione - conto entro l'autunno - si parte».

A che punto siamo invece per l’Alta Velocità da Vicenza a Padova?
«Le coperture ci sono, non rimarrà un’opera incompiuta. Stiamo discutendo dei tracciati». 

A proposito di Padova: siete pronti a lanciare la candidatura di Roberto Marcato?
«Marcato sarà non solo un ottimo candidato ma anche un ottimo sindaco. Padova è una città straordinaria, ricca di cultura e con una grande università. Ma dal punto di vista della sicurezza e del decoro urbano ha dei problemi che uno come Marcato potrebbe risolvere». 

Riuscirete a convincere l’intero centrodestra?
«Non voglio imporre nomi, giochiamo di squadra e immagino che a Verona la scelta del candidato la faranno gli alleati. A Milano, invece, penso che Silvia Sardone potrà essere un’ottima candidata».

Il 2027 sarà l’anno delle Comunali, ma anche delle Politiche. Luca Zaia ci sarà?
«Con Zaia ci sentiamo tutti i giorni, a volte chiamo io e a volte chiama lui. Le liste sono aperte agli amministratori comunali e regionali. Se correrà dovete chiederlo a lui, se dipendesse da me sicuramente sì. E in ogni caso nelle liste ci saranno tanti amministratori».

L’asse dei governatori continua a chiedere attenzione. A Zaia potrebbe offrire un posto da vicesegretario?
«Il tema non riguarda i posti da offrire, ragioneremo io e lui su modi e tempi. Il congresso sarà in ogni caso un momento importante di confronto. Potevo anche non convocarlo, mi metto in gioco per raccogliere idee e suggerimenti».

Intanto famiglie e imprese sono alle prese con caro gasolio, caro luce e caro gas. Nuovi interventi in vista?
«Anzitutto ringrazio le compagnie petrolifere che dopo calorosi suggerimenti si sono autolimitate i guadagni bloccando i prezzi. Conto che ciò non avvenga solo per un mese ma per tutto il tempo necessario. E conto che le stesse attenzioni vengano date anche alla bollette della luce e del gas. Stiamo preparando la legge di bilancio, sono sicuro che anche le grandi banche che stanno guadagnando decine di miliardi di euro grazie a commissioni e interessi pagati dai cittadini faranno uno sforzo. Alcuni miliardi non risolvono i problemi di tutti, ma intanto sarebbe importante...». 

L’intervista finisce, il “Capitano” torna a scattare i selfie tra la gente. La campagna elettorale leghista in Veneto, di fatto, comincia così.