Uomo travolto e ucciso da motorino e furgone: i due conducenti in fuga. Preso il centauro pirata, è ai domiciliari

Piove a dirotto sul Ponte Maddalena Cerasuolo. Sono da poco passate le sei e quaranta del mattino. L’aria è ancora fredda, il basolato un nastro viscido che taglia e sovrasta dall’alto il rione Sanità. È questo lo scenario che fa da sfondo all’ultimo dramma stradale in città. Il quindicesimo dall’inizio dell’anno. Un uomo cammina a passo svelto sul marciapiede. Ha 58 anni, è nato in Sri Lanka e da anni vive a Napoli. Sta andando al lavoro. Guarda a terra per schivare le pozzanghere, inizia l’attraversamento ma non farà mai in tempo a raggiungere l’altro lato della carreggiata. Uno scooter, piombatogli addosso come un missile, lo falcia in pieno. Un istante dopo a travolgerlo è un furgoncino. Per lui non c’è alcuna possibilità di scampo. All’arrivo sulla scena, sanitari e polizia municipale non possono far altro che constatarne il decesso e coprire quel corpo straziato con un telo. La fuga del centauro durerà ben poco. I caschi bianchi lo individuano nei paraggi, ancora ferito, e lo arrestano sottoponendolo ai domiciliari. Caccia aperta, invece, al conducente del van.

Schianto fatale 

Eccola la ricostruzione dell’ultimo episodio che allunga quello che è ormai diventato un bollettino di guerra. Dal fondo del rettifilo spunta uno scooter a velocità folle. Il conducente non non fa in tempo a frenare, non scarta il pedone e non suona. L’impatto è tremendo. Il 58enne straniero viene colpito in pieno, sbalzato in aria e scaraventato sull'asfalto. Nell’impatto lo scooter perde aderenza: il centauro vola a terra, sbatte la testa violentemente e scivola per diversi metri. Nonostante la brutta ferita, il centauro - resosi conto di quello che era appena successo - si rialza, risale in sella e scappa via. La vittima resta a terra, priva di sensi, incapace di muoversi. Alcuni passanti urlano, cercano di avvicinarsi, ma non fanno in tempo a muovere un passo. Dalla pioggia sbuca un furgone. Stessa direzione, stessa velocità fuori controllo. L’autista non vede l’uomo a terra e gli passa sopra. Nemmeno il conducente del furgone abbozza una frenata, spinge sul gas e sparisce in direzione del Museo archeologico. Quando l’ambulanza arriva sul posto, scortata dai carabinieri e dagli uomini della polizia locale, per lo sfortunato operaio non c'è più nulla da fare. La salma è stata sequestrata su disposizione del pm di turno. Sarà adesso l’autopsia a stabilire se a ucciderlo sia stato il primo impatto con lo scooter o il passaggio del furgone. Le indagini partono intanto a tamburo battente. Gli uomini dell’unità operativa Infortunistica stradale della municipale stringono il cerchio in poche ore. Isolano la scena, repertano ogni singolo pezzo di plastica e avviano una caccia all’uomo grazie soprattutto alla rete di videosorveglianza della zona. A fare la differenza è però un dettaglio di strada. L’autista di un’ambulanza in transito in via Santa Teresa degli Scalzi nota un uomo insanguinato, con una ferita spaventosa al volto. Ha chiesto del ghiaccio, ma ha rifiutato categoricamente di farsi curare o di andare in ospedale. È la traccia decisiva.

Indagini lampo 

I 4 caschi bianchi si precipitano sul posto. Trova l’uomo fermo vicino a un negozio. Ha 58 anni, è un napoletano della zona e presenta una vistosa fasciatura di fortuna sulla testa. Provvisorio tentativo di depistaggio: «Sono caduto camminando a piedi», balbetta agli agenti. Una bugia che dura pochi minuti. Quando i vigili lo portano davanti al suo scooter, i pezzi di carenatura sequestrati sul Ponte della Sanità combaciano perfettamente con le spaccature del veicolo. Il puzzle investigativo è ricomposto, ma le cattive sorprese non sono ancora finite. Dagli accertamenti si scopre che il mezzo è privo di copertura assicurativa. L’uomo viene fermato e portato negli uffici dell’Infortunistica: per lui scattano gli arresti domiciliari con le accuse di omicidio stradale aggravato dalla fuga e omissione di soccorso. Gli viene ritirata la patente e viene scortato in ospedale per le medicazioni e per i test alcolimetrici e tossicologici. L’inchiesta però prosegue. Resta infatti da dare un nome e un volto al conducente del furgone. I magistrati e gli investigatori stanno setacciando le registrazioni delle telecamere pubbliche e private. La caccia al secondo pirata della strada è aperta. Con la tragedia di ieri mattina, salgono intanto a 15 le vittime della strada nel solo comune di Napoli da inizio anno, di cui ben nove sono pedoni. Una mattanza in cui ogni attraversamento può diventare un salto nel buio.