Simona Quadarella, come ha vinto? Quei 50 metri finali (in 29.28) che hanno beffato le tedesche: «Se non me lo aspettavo io, figurarsi loro»

I centesimi non erano dalla parte dell’Italia ieri, giornata di chiusura degli Europei di nuoto. Ma Simona Quadarella sì: il famoso “Veleno” (è il suo affettuoso nomignolo dato dalla mamma quando era piccola e forse “sguazzava” soltanto, poi prese a nuotare) non si perde nemmeno quando la sua distanza, che va dagli 800 ai 1500, si riduce ai 400, sempre stile libero. Ha vinto anche questa volta «che agli ultimi cinquanta non me lo aspettavo nemmeno io, ma mi sono detta “vai, provaci”».

E lì fu il veleno: «Se non me lo aspettavo io, figurarsi loro», ha detto. Loro erano le due tedesche, la solita Gose e la Werner che già nelle gare più lunghe erano finite dietro la romana. Credevano di averla fatta franca questa volta quando, all’ultima virata, toccavano prima e seconda. Ma è stato allora che la Quadarella, riemersa dall’acqua, ha nuotato i 50 finali in 29.28, la sua vasca più veloce e quella più veloce di tutte. Ed allora le povere Isabel e Maya, che invece nuotavano in 30.68 e in 31.16, dovevano subire il sorpasso e la piastra sorrideva per la terza volta a Parigi 2026 a Simona (e nella storia degli Europei era addirittura l’undicesimo sorriso per la ragazza, che a Parigi olimpica era rimasta male al quarto posto: la Gose avrà imparato la lezione adesso…). Poi, tornata a secco (ma al molto grasso del medagliere) la nostra, ecco che ricomparivano, spettrali e più velenosi ancora di Simona, quei centesimi che “condannavano” (il nuoto è ormai diventato questo: argenti da aprire un’argenteria non ci fanno esultare, quando un tempo ne sarebbe bastato uno solo) tornavano a nuotare contro gli azzurri.

«Cos’è un centesimo? E’ niente ma è tutto» aveva appena detto la ritrovata Benedetta Pilato che nei 50 rana aveva chiuso («sbagliando l’arrivo, ero palesemente prima». Non è una critica, è la sua analisi) in 29.93, forse più che l’arrivo poté la partenza, mentre la lituana Meilutyte toccava in 29.92. Cemtesimi sì, per uno la Pilato era avanti all’irlandese McSharry, piccola rivincita (ma psicologicamente grande) per il quarto posto di Parigi. Ancora un centesimo maledetto centesimo: era quello che (52.28) metteva Thomas Ceccon al secondo posto nei 100 dorso che andavano al greco Christou. Thomas, il nostro multitasking (e multigare) avrebbe voluto rifarsi d’oro nell’ultima prova di giornata, la staffetta 4x100 mista maschile nella quale “le meglio braccia” (e gambe e testa) d’Italia natatoria erano in vasca: Ceccon, Martinenghi, Razzetti, D’Ambrosio, una lista da fare invidia agli americani quando ce li troveremo in corsia accanto (Los Angeles 2028? Pechino 2027 mondiali?). Ed anche ai russi freschi di ritorno sotto l’ipocrisia del neutrale (è lo sport a dover essere neutrale, per la verità). Ceccon al dorso ha fatto 52.72, Martinenghi alla rana 58.00, Razzetti alla farfalla 51.13, D’Ambrosio libero 47.01 per un totale di 3:28.86. Il centesimo maledetto s’è fatto quasi due decimi perché i russi hanno chiuso in 3:28.67: «Magari avessi fatto 46.99» faceva D’Ambrosio, ma sorrideva perché un argento è un argento. E Martinenghi, Capitan Tete, che il giorno prima prendendo l’oro nei 50 rana aveva fatto il pieno individuale, faceva notare, giustamente, «che fra conferme e novità quest’Italia si mischia bene». Voleva dire benissimo ma non è tipo da superlativi se non in vasca…

L’avevano dimostrato, la gara prima, nell’omologa prova femminile, le ragazze della mista 4x100, Curtis al dorso (58.43), Pilato alla rana (1:04.53), Gastaldi alla farfalla (57.07) e Menicucci (53.57) allo stile libero. Il totale di 3:53.60 era il nuovo record italiano che migliorava il 3:55.79 di quando, 2021, c’era la Pellegrini. E mica solo, perché Sara Curtis migliorava nell’apertura il 58:75 con cui di mattina aveva già tolto il primato italiano a Margherita Panziera. Le inglesi finivano con un decimo in meno. Diceva Sara: «E’ un segnale: ci prenderemo tutto». Che vorrà più del mondiale che già s’è presa due volte nel cinquantino?

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