CAMPOBASSO «Io non farò mai la fortuna di Carlo Calenda...». In che senso? «Bisogna tenere tutti dentro per arrivare oltre il 41 per cento senno’ è pareggio. E l’unico modello rimane quello della Margherita: tutti con pari dignità», sentenzia Clemente Mastella quando scende dal palco della festa nazionale dei socialisti, sotto il sole cocente di Campobasso. Prima di salirci aveva tessuto le lodi di Matteo Renzi dopo il suo intervento alla festa dell’Unità di Reggio Emilia di due sere fa. Si fida? «Dobbiamo fidarci di tutti», replica il sindaco di Benevento. Già. Non sono dello stesso parere il socialista Enzo Maraio e Alessandro Onorato, leader di Progetto civico che ieri, con Riccardo Magi di +Europa, fanno partire ufficialmente il cantiere della quarta gamba del centrosinistra. Tempo qualche giorno, appena svolti i funerali di Emma Bonino, per poi vedersi tutti e tre a Roma. E poi già in programma una prima iniziativa politica comune entro fine mese a Napoli con Clemente Mastella. Si tira dritto insomma senza tenere conto di Matteo Renzi a cui Onorato e Maraio guardano con diffidenza, al pari dell’alleato grillino Giuseppe Conte. E anzi non hanno gradito l’ultima sortita dell’ex premier di tirare in mezzo Gaetano Manfredi come leader dei centristi.
IL CASO
«È una risorsa per Napoli, per il Paese e per tutto il centrosinistra italiano e chi lo sottolinea fa sempre bene. Ha equilibrio, autorevolezza e capacità di unire. Nessuno provi però a strumentalizzarlo. Anche perché difficilmente qualcuno ci riuscirebbe», è la stilettata di Maraio rispetto all’ipotesi lanciata da Renzi. Che, tra l’altro, respinge anche il diretto interessato ieri sera dal palco di Reggio Emilia con un certo fastidio: «Questa parola federatore, cioè sintetizzatore, mi insegue da mesi. Non vedo novità: siamo prima della candidatura, non c'è il tavolo, non si sa chi siede al tavolo né chi si deve rappresentare, quindi di che parliamo? E’ ancora una politica virtuale. Quando ci sarà uno schema, allora penseremo a quello», ribadisce Manfredi. E sottolinea: «Sono impegnato a fare il sindaco di Napoli. Se bisogna dare una mano o un contributo di idee va bene. Ma niente più di questo».
E se due sere fa Conte ha sminuito la forza di Italia Viva («È terminata la sua capacità espansiva»), ieri mattina Alessandro Onorato è ancora più tranchant con l’ex premier. «Qui ci sono delle storie importanti e mi riferisco a Renzi, che ha fatto il presidente del Consiglio e ha forse segnato una delle stagioni politiche più frizzanti, che hanno fatto sognare tantissime persone. Portò il Pd ad oltre il 41 per cento, se non sbaglio. Sono stagioni politiche importanti ma - evidenzia Onorato scandendo le sillabe - del passato».
Legge elettorale, tensioni rinvii e riunioni: poi il centrodestra boccia le preferenze “di sinistra”
«È una storia molto importante, ma che non necessariamente può rappresentare il presente o il futuro. Perché noi ci dobbiamo caricare delle ferite, delle divisioni che hanno lacerato il centrosinistra negli ultimi 15, 20 anni? Io - aggiunge accanto al leader socialista che annuisce - in Parlamento non ci sono mai entrato, non abbiamo la lettera scarlatta anche di governi del nostro stesso colore politico che avrebbero potuto affrontare il precariato e non l’hanno fatto, anzi l’hanno aggravato».
Riccardo Magi, in collegamento, nemmeno è tenero con Renzi. Non gli è andato giù, come d’altronde a Onorato e Maraio, che non abbia fatto nulla contro l’emendamento che nella nuova legge elettorale impone 6mila firme a collegio per presentarsi alle politiche. Norme che valgono solo per chi non è in Parlamento. «Dobbiamo essere aperti agli altri ma dobbiamo anche comunicare a tutti che non siamo disponibili ad annessioni, siamo disponibili a parlare alla pari con tutti e non a giochini per utilizzare le norme approvate nottetempo con gli emendamenti alla legge elettorale per annientare la dignità e l’autonomia dei partiti», è la stilettata del leader di +Europa che rilancia il progetto comune con Socialisti e Progetto civico. «Dobbiamo aprire un cantiere per organizzare quella parte della coalizione che manca ed è la parte riformatrice, socialista liberale, radicale, europeista, civica. Lo dobbiamo fare - aggiunge - cominciando ad intensificare i nostri rapporti». Che poi sarebbe quasi ora di modificare questo nominativo che sa di ortopedia...E infatti: «Non chiamatela quarta gamba, è qualcosa di più ambizioso. Non nasce contro qualcuno e non serve ad aggiungere una sigla alla coalizione. Deve servire, al contrario, a costruire, unire, superare i veti e allargare il campo. Saremo noi a parlare a ceto medio e partita iva altrimenti non lo farà nessuno e rimane solo la sinistra radical chic», è la stilettata velenosa di Maraio prima di definire la vicenda delle firme della nuova legge elettorale una «porcata». «Credo che il presidente Mattarella interverrà», aggiunge Onorato che lunedì pomeriggio scenderà in piazza davanti al Senato per protestare: «Bisogna difendere la democrazia». Per uno schieramento modello Napoli-Campania è il governatore Roberto Fico: «Quello che abbiamo fatto e che stiamo facendo in Campania può senza dubbio essere riprodotto a livello nazionale. Dobbiamo - dice in collegamento - riuscire a vincere le prossime elezioni con un campo progressista, con un campo largo, e dobbiamo avere un programma definito e chiaro». Resta da scegliere il leader. Con le primarie? Se non le teme Onorato, Magi è più cauto. E avverte: «Da festa di democrazia può diventare uno scontro fratricida che rischia di creare lacerazioni anziché compattare una coalizione».