di Francesco Zuppiroli
L’aggressione ai due giovani in via Borgo San Pietro l’altra notte è solo la punta dell’iceberg. Un vaso di Pandora di odio e violenza omofoba è quanto scoperchiato dall’episodio avvenuto in zona porta Mascarella e su cui indagano ora i carabinieri della compagnia Bologna Centro, a caccia di indizi preziosi dalle telecamere per risalire all’identità dei responsabili. Un gruppo di giovani mosso dall’odio omofobo, che ha picchiato una coppia di 29enni. Episodio analogo per modalità a quello risalente alla notte tra il 12 e il 13 settembre, quando a finire nel mirino di una quindicina di giovani è stato un altro 29enne. Un altro ragazzo, italiano di seconda generazione, rimasto vittima di un’aggressione omofoba mentre tornava a casa in via San Felice.
Che ore erano quando è stato aggredito e cosa stava facendo?
"Camminavo per via San Felice – risponde la vittima dell’aggressione –, di ritorno da una serata tra amici. Saranno state le due di notte".
Quando...
"Quando da un gruppo di ragazzini neomaggiorenni di origini arabe, probabilmente italiani di seconda generazione, uno di loro si è staccato per pararmisi davanti, inveendomi contro. Chiedendomi: “Sei fr...?“, con insistenza".
E lei come ha reagito?
"Ho cercato di passare oltre. Insieme alle due amiche che erano con me ho provato di ignorarlo".
Ma lui?
"Non si è fermato. Ha continuato a incalzarmi: “Sei fr...?“, fino a quando non gli ho risposto: “Sì e allora?“. A quel punto mi ha sputato, mi si è avvicinato e mi ha sferrato un pugno".
A quel punto cosa ha fatto?
"Ho cercato di difendermi, ne è nata una colluttazione e sono caduto a terra. Dopo essermi rialzato però un altro ragazzo del gruppetto ci ha raggiunto e mi ha sferrato un calcio in testa. Sono caduto a terra e a quel punto sono arrivati tutti".
Di quante persone parliamo?
"Saranno stati una quindicina, tutti molto giovani. Hanno iniziato a tirarmi calci e pugni mentre ero a terra".
Quanto tempo è durata l’aggressione?
"Non saprei dire, per un momento non ci ho visto più bene per l’adrenalina. Le mie amiche urlavano e fortunatamente una passante si è resa conto della scena e ha iniziato a gridare che stava chiamando la polizia. A quel punto il gruppo si è fermato e sono fuggiti tutti in direzione del centro".
Lei, invece, cosa ha fatto?
"Perdevo sangue dalla bocca ed ero indolenzito per i colpi, ci siamo seduti da Bombocrep sino a quando non mi sono ripreso un po’ e sono stato accompagnato all’ospedale Maggiore".
Da qui, con quanti giorni di prognosi è stato dimesso?
"Sette giorni".
Ha poi denunciato l’accaduto?
"Certamente. Il giorno dopo l’aggressione mi sono recato subito in Questura dove ho sporto formale denuncia-querela".
Ora come si sente?
"Fisicamente ho avuto qualche problema i primi giorni, ma poi fortunatamente mi sono ripreso".
E moralmente, invece?
"Non tanto bene. Perché da dopo l’aggressione non riesco più ad uscire la sera tranquillo. Ho paura. È successo tutto vicino a dove abito e ho paura che possa ricapitare. Di incrociare ancora quel gruppo di ragazzi e di incappare ancora in un pestaggio".