“Stasi? condanna giusta”, Andrea Sempio in tv scaccia la paura: tracce e scarpe non mie

Garlasco (Pavia), 7 ottobre 2026 –  “Spero di risolvere tutto in udienza preliminare, di non affrontare un vero e proprio processo con tutti i vari gradi”, “oggi non sto vivendo”.

Andrea Sempio, indagato per l’omicidio pluriaggravato di Chiara Poggi il 13 agosto 2007, è tornato a parlare ieri sera in tv, a Porta a porta su RaiUno.

I tempi della difesa

I suoi avvocati, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, hanno 20 giorni di tempo (scadenza il 18 ottobre), dopo l’avviso di chiusura indagini notificato lunedì scorso 28 settembre, per la seconda volta dopo il primo ‘415-bis’ del 7 maggio seguito dalle controdeduzioni difensive che avevano portato la Procura di Pavia a un supplemento d’indagine con nuove consulenze tecniche.

L’impronta 33, che secondo i pm di Pavia inchioda Andrea Sempio

L’impronta 33, che secondo i pm di Pavia inchioda Andrea Sempio

“I nostri consulenti stanno valutando eventuali repliche” si limita ad anticipare l’avvocato Cataliotti, che invece ha già escluso, tra i diritti di difesa, di esercitare quello della richiesta di interrogatorio, come avvenuto già a maggio.

L'intervista in tv e gli indizi contestati

Andrea Sempio, dopo la lunga intervista rilasciata venerdì scorso a Quarto Grado su ReteQuattro, come già in altre fasi dell’inchiesta è intervenuto in tv, rispondendo anche a domande specifiche sugli indizi che gli vengono contestati: “L’impronta 33 per me non è attribuibile né a me né a nessun altro”, aggiungendo “qualora non riuscissimo a convincere un giudice di questa cosa e quindi diventa ‘la 33 è di Sempio’, va bene, ma è su un muro in un punto in cui ci sono impronte di altre persone. Oggi, da quello che ho visto dall’ultima consulenza (della Procura, ndr) non si arriva a dire che è insanguinata. Si arriva a dire che non si può escludere che non ci fosse il sangue”, concludendo sul punto “a me non serve sapere però cosa non si può escludere, serve una certezza”.

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Un frame, tratto dalla trasmissione Quarto Grado, di Andrea Sempio

E sulle impronte delle scarpe compatibili o no con il suo piede: “Tutte le scarpe di cui ho memoria che ho ancora in casa, anche vecchie, sono tutte 44” e “noi la prova l’abbiamo fatta anche con le scarpe del 42 e non mi stava”. Ma ammette “ho paura, chi non l’avrebbe?”.

La paura del carcere e le parole di Salvini

“Il pensiero che si possa arrivare al carcere c’è. Francamente cerco di non pensarci, cerco proprio di non immaginarmi quell’eventualità”. Alla domanda sulla condanna di Alberto Stasi risponde “è giusta”.

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Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, si avvia a chiedere la revisione del processo

Di tutt’altra opinione Matteo Salvini, intervenuto ieri sera a Filorosso su RaiTre: “La seguo da telespettatore, non da vicepresidente del Consiglio, men che meno da ministro” e “ho maturato la convinzione che le indagini siano state fatte male e che in galera ci sia uno che non dovrebbe stare in galera. Ringrazio la Procura di Pavia per il coraggio dimostrato”.