La partita sui collegamenti marittimi tra Ischia e la terraferma si sposta in Prefettura. La New Atec, associazione presieduta da Marco Galano che riunisce imprese di autotrasporto e commercio dell’isola, ha trasmesso al prefetto Michele di Bari una formale diffida chiedendo un intervento sull’ordinanza del 14 agosto firmata dal sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni. A sottoscrivere e inoltrare l’atto, quale difensore e procuratore dell’associazione, è stato l’avvocato Raffaele Bernardo.
Il provvedimento, adottato nell’ambito delle misure legate alla crisi bradisismica, vieta da oggi il transito lungo le strade di Pozzuoli ai veicoli che superano le 3,5 tonnellate di massa complessiva e gli otto metri di lunghezza. Le nuove disposizioni prevedono tuttavia alcune deroghe, tra le quali quella per i mezzi destinati alla raccolta e al trasporto dei rifiuti. La New Atec concentra innanzitutto l’attenzione sulle conseguenze per i rifornimenti dell’isola.
Secondo l’associazione, i mezzi pesanti utilizzati nei collegamenti insulari rappresenterebberol’80% dei veicoli per «l’approvvigionamento alimentare, il trasporto di merci deperibili e di beni di prima necessità». Nella diffida viene contestata l’assenza, secondo gli operatori, di una valutazione dell’impatto economico e sociale delle limitazioni sulle comunità insulari. Altro punto riguarda le deroghe. Gli autotrasportatori contestano in particolare la possibilità concessa ai mezzi della nettezza urbana di continuare a transitare.
Le deroghe
Se il rischio è legato alla massa e alle dimensioni dei veicoli lungo strade interessate da restringimenti e deviazioni, sostiene l’associazione, dovrebbe riguardare tutti i mezzi con analoghe caratteristiche. La deroga viene definita in «insanabile contraddizione logica e giuridica con la ratio dichiarata del provvedimento». Il documento sintetizza così la posizione: «o il pericolo esiste, e allora nessun mezzo pesante può essere ammesso al transito nei tratti critici», oppure può essere gestito attraverso prescrizioni di sicurezza e limiti di velocità. C’è poi la questione delle prenotazioni già effettuate. La programmazione dei trasporti su Pozzuoli risulta definita fino al 31 agosto e, secondo la New Atec, non sarebbero state predisposte misure alternative per garantire la continuità del traffico merci.
In particolare non sarebbe stato previsto lo spostamento o la riprotezione su Napoli delle corse per i mezzi impossibilitati a raggiungere lo scalo puteolano. Le richieste rivolte al prefetto sono precise. L’associazione chiede un intervento affinché il Comune di Pozzuoli riesamini e rimoduli l’ordinanza e vengano individuate, insieme alle autorità marittime e alle compagnie di navigazione, soluzioni capaci di garantire i rifornimenti.
Le proposte
Tre le ipotesi avanzate: una deroga al transito dei mezzi pesanti dalle 2 alle 12, un «incremento di almeno il 70% delle corse sullo scalo di Napoli» oppure l’attivazione o il potenziamento del porto di Baia come approdo sostitutivo per le merci. Nella parte conclusiva della diffida gli autotrasportatori sottolineano l’urgenza della situazione, sostenendo che con l’entrata in vigore delle limitazioni non saranno più in grado di garantire l’approvvigionamento dell’isola, con possibili ripercussioni sulla disponibilità di alimenti e beni di prima necessità.
La New Atec ha chiesto un riscontro entro tre giorni, comunicando lo stato di agitazione. Un nuovo confronto istituzionale arriverà già oggi. Alle 17, nella Sala di Protezione Civile della Prefettura di Napoli, il prefetto Michele di Bari ha convocato il tavolo per verificare gli effetti delle limitazioni sui collegamenti con Ischia e Procida. La riunione coincide con il primo giorno di applicazione dell’ordinanza e servirà a valutare le conseguenze sulla movimentazione delle merci.
Al confronto prenderanno parte Regione, Città Metropolitana, Comune di Pozzuoli e i sette Comuni delle due isole, insieme alle autorità marittime e portuali e ai rappresentanti delle forze dell’ordine. Convocate anche Medmar, Caremar e Gestour, chiamate a fornire un quadro delle ripercussioni operative sui collegamenti marittimi.