Foto: Lapresse
Sullo stesso argomento:
09 agosto 2026
- a
- a
- a
Donald Trump sperava che la piena riapertura dello Stretto di Hormuz gli offrisse una via d'uscita dal conflitto con l'Iran, consentendogli di dichiarare la vittoria e ridurre le operazioni militari anche - avrebbe riferito a consiglieri d'alto livello - senza raggiungere un accordo sul programma nucleare di Teheran. L'Iran ha però decisamente alzato il prezzo per garantire il libero passaggio delle navi, chiedendo il ritiro delle forze americane dalla regione, la fine del blocco navale, la revoca delle sanzioni, lo sblocco dei beni iraniani congelati e miliardi di dollari di risarcimenti di guerra.
Israele respinge il documento Trump su Gaza: Netanyahu non si fida e chiede la resa totale di Hamas
Washington, secondo quanto riferito al "Wall Street Journal" da funzionari statunitensi, non sarebbe tuttavia disposta ad accettare né restrizioni al passaggio delle navi americane né il pagamento di pedaggi a Teheran. La nuova posizione iraniana restringe ulteriormente i margini di manovra di Trump, che negli ultimi giorni aveva lasciato intendere che un accordo fosse imminente e che gli obiettivi militari americani fossero stati raggiunti.
Droni dal Cremlino sui paesi Nato: il dossier dell'Iiss evidenzia i buchi della sicurezza Ue
Teheran sembra ritenere che Washington abbia un forte interesse a chiudere il conflitto e sta sfruttando come leva negoziale la capacità di ostacolare il traffico nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per i flussi energetici mondiali. A esercitare ulteriore pressione sulla Casa Bianca sono anche l'avvicinarsi delle elezioni di midterm e il prezzo medio della benzina negli Stati Uniti, salito a circa 4 dollari al gallone. Per Trump, ottenere la riapertura dello Stretto rappresenterebbe quindi un modo per presentare agli americani una soluzione al conflitto e, al tempo stesso, contribuire a contenere i prezzi dell'energia.