«Non ho mai spacciato, la droga era per uso personale, perché ho una conclamata dipendenza. Invece l'arma l'avevo per autodifesa perché di recente ho subito un furto in casa. L'ho comprata su un gruppo Telegram».
Queste le parole di Tony Boy, il trapper di 26 anni arrestato dopo essere stato trovato in possesso di una pistola con matricola abrasa, droga e altre sostanze stupefacenti. Secondo quanto riferito dal legale del cantante, durante l'interrogatorio davanti al gip del carcere di San Vittore di Milano, il giovane ha «contestato l'accusa di spaccio con fermezza e ha reso, invece, dichiarazioni confessorie sull'arma».
La difesa ha inoltre fatto richiesta al giudice che non venga applicata alcuna misura cautelare o in subordine i domiciliari, considerando l'estrema fragilità psicologica del cantante, dipendente da droghe e psicofarmaci che assume sotto prescrizione medica.
Fuori dal carcere stamattina si sono presentati anche due fan del trapper. I due 14enni si sono detti dispiaciuti per quanto accaduto. «Speriamo che da questo sbaglio lui possa imparare, perché ha anche una bambina. Speriamo di vederlo uscire oggi». All'esterno dell'istituto penitenziario c'era anche un uomo di 32 anni che sabato scorso, durante la perquisizione, era a casa insieme Tony Boy. L'uomo, che è indagato per resistenza a pubblico ufficiale, non ha risposto alle domande dei cronisti. «Sono solo un fan, non ho nulla da dire di più».
Concessi i domiciliari
Il gip di Milano Chiara Valori ha convalidato l'arresto di Antonio Hueber, in arte Tony Boy, ma ha disposto per il rapper detenuto dal 22 agosto a San Vittore gli arresti domiciliari nell'abitazione dei genitori a Padova. La misura è stata disposta esclusivamente per il possesso illecito della pistola Beretta calibro 6.35, ritrovata in casa del trapper il giorno della perquisizione. Secondo il gip, infatti, il possesso dell'arma «non giustificherebbe in alcun modo esigenze di autodifesa e appare indicativo di un possibile futuro utilizzo contro la persona oltre al concreto e attuale il pericolo di reiterazione di gravi reati con l'uso di armi».
Respinta invece l'accusa per detenzione di droga ai fini di spaccio. Complessivamente erano stati sequestrati poco meno di 4 grammi lordi di cocaina e circa 10 grammi tra hashish e marijuana, oltre a un bilancino. Tuttavia secondo il giudice la quantità e la varietà delle sostanze perdono significato alla luce della condizione di tossicodipendenza dichiarata dall'indagato e «almeno sommariamente documentata» dalla certificazione medica prodotta dalla difesa. «Nessun altro elemento in atti depone in favore di una possibile destinazione allo spaccio», si legge nell'ordinanza.
Questi i motivi alla base degli arresti domiciliari che il trapper dovrà scontare presso la famiglia d'origine, senza braccialetto elettronico.
© RIPRODUZIONE RISERVATA