Quanto ci mette un macchinista, o un capotreno, a scendere dal convoglio, completare le manovre previste, concedersi qualche minuto di pausa e ripartire in senso opposto? Per l'Eav 15 minuti sono sufficienti, per i sindacati no. Attorno a questa differenza si sta sviluppando il confronto su turni e nuovi orari Circum dal 17 ottobre. Il termine tecnico è "ribattuta": così è chiamata la sosta al capolinea durante la quale il personale cambia cabina, prepara il mezzo e lo rimette in marcia verso la direzione di provenienza.
Orari nuovi significano turni nuovi, e i turni nuovi hanno riaperto il capitolo dei tempi di recupero tra una corsa e l'altra. Prima erano di mezz'ora, ora Eav li vuole portare a 15 minuti, ma i rappresentanti dei lavoratori non sono d'accordo. La questione riguarda soltanto le corse per Sorrento e, almeno per ora, nessuno parla di scontro: una riunione si è già svolta, le parti hanno concordato di aggiornarsi e l'azienda ha costruito la propria proposta su analisi tecniche. Le organizzazioni sindacali insistono però sul fatto che quel margine sia troppo stretto.
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Da Pompei a Sorrento la linea è a binario unico, quindi gli incroci tra i treni avvengono in stazione: se un convoglio arriva con qualche minuto di ritardo, l'altro deve attenderlo, e lo slittamento si trasmette alle corse successive. In quel caso i quindici minuti previsti si ridurrebbero a poco o nulla e il personale ripartirebbe senza recuperare. I sindacati propongono una ribattuta con cambio di materiale rotabile, cioè con un convoglio diverso, così da disporre di più tempo.
L'Eav ha definito i recuperi sulla base di analisi tecniche e il confronto serve a verificare se reggano alla prova dell'esercizio. Se ne saprà di più con la prossima riunione: per ora non c'è un braccio di ferro, ma gli scontri degli anni precedenti suggeriscono prudenza. Sul nuovo orario si è espresso il Comitato Pendolari Vesuviani. Il giudizio è articolato: apprezzamento per l'uniformità delle cadenze ogni trenta minuti e per l'introduzione delle fermate di Ercolano, Portici, San Giorgio e Torre del Greco nella tratta di Sorrento, insieme all'aumento di corse. Per il comitato sono disparità che rendono l'offerta disomogenea.
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L'interruzione del servizio prima delle 20 sulle linee Sarno e Poggiomarino, a fronte delle corse garantite fino alle 22 sulla Sorrento, a giudizio dei pendolari «rende iniqua l'offerta». Non è stata accolta, inoltre, la richiesta di far fermare il Sorrento a Barra e a San Giovanni a Teduccio, dove ha sede un polo universitario. Resta poi il capitolo della linea di Baiano, che da due anni attende un vero servizio ferroviario verso Napoli. I comitati chiedono che sia mantenuto l'impegno pubblico del vicepresidente della Regione Mario Casillo per una soluzione a breve termine via San Giorgio, sottoscritta dai sindaci dei comuni interessati.