TREVISO - Terremoto in Fratelli d'Italia. A poche ore di distanza Marina Bonotto lascia l'incarico di presidente del circolo comunale e Guido Bertolazzi: non solo si dimette dal ruolo di capogruppo dei meloniani a palazzo dei Trecento ma abbandona proprio il partito sbattendo la porta per «una crescente incompatibilità con la dirigenza provinciale a partire dal 2023». Due casi diversi che segnano una nuova escalation di tensione all'interno del partito.
Bonotto ha comunicato la sua decisione mercoledì sera durante una riunione piuttosto animata del circolo dicendo di aver accettato altri incarichi dentro il partito ma ammettendo di aver passato «mesi molto duri». Dentro FdI passa quindi la linea dell'avvocato Fabio Crea, che ha sempre criticato Bertolazzi per le sue posizioni filo-Conte e accusato Bonotto di non proporre nulla politicamente.
L'ha anche attaccata frontalmente, in estate, dopo il "pranzo tricolore" in via Fiumicelli: iniziativa partita da Prima i Trevigiani, raccolta da FdI grazie a Bonotto e alla fine diventata passerella per il sindaco Conte visto però come fumo negli occhi dai falchi di FdI guidati dall'avvocato trevigiano. Un martellamento continuo, sostenuto da una parte del partito diventata maggioritaria: impossibile continuare.
La scintilla
Il caso più eclatante resta quello di Bertolazzi che ieri alle 13 ha spedito la lettera di dimissioni a Giovanni Donzelli, responsabile organizzativo del partito a livello nazionale; al presidente regionale Raffaele Zanon e a quello provinciale Raffaele Freda. Poche righe, ma molto dirette: «Purtroppo mi sono trovato a dover sopportare la "colpa" di essere considerato troppo vicino al sindaco, mentre ho cercato di mantenere un rapporto costruttivo con gli alleati. Ho lavorato per far accogliere proposte importanti, soprattutto in tema di sicurezza, senza mai attaccare pubblicamente i miei colleghi. Tuttavia la situazione è diventata insostenibile e non posso più accettare di difendermi per difendere il partito».
Ha ricordato di aver fattivamente contribuito «alla crescita del nostro partito sin dalla sua nascita a Treviso. Ho partecipato, collaborato, supportato ed anche creato attività e iniziative e sono orgoglioso di aver lavorato sempre per il bene del partito, dei nostri elettori e della mia città. Treviso non è un capoluogo qualunque, e sono consapevole dell'importanza di mantenere un'immagine forte e coesa, soprattutto a supporto della nostra leader».
L'affondo
Poi una critica a chi lo ha messo nel mirino: «Negli ultimi tre anni e mezzo ho affrontato numerosi attacchi pubblici nei confronti del sindaco e della maggioranza, gestendo con coerenza e lealtà le difficoltà all'interno della coalizione. Ho sempre cercato di mantenere l'unità, ritenendo che eventuali panni sporchi si lavino in famiglia. Tuttavia le schermaglie politiche che si sono verificate spesso legate a motivi personali hanno danneggiato l'immagine del nostro partito e della nostra azione».
Ammette quindi che «Lascio con tristezza ma con la coscienza a posto», e rassicura: «Non passerò a un altro partito e sottolineo che Fratelli d'Italia rimarrà il mio riferimento con Giorgia Meloni come unica leader. Mi allontano da chi oggi gestisce il partito qui a Treviso».
Sul caso Bertolazzi hanno pesato vari fattori: sicuramente la vicinanza al sindaco e il contrasto con l'ala che ha in Crea il suo punto di riferimento ed è a dir poco critica verso l'amministrazione comunale. Nei periodi di maggiore crisi, quando il sindaco ha bloccato l'attività delle assessore Gloria Sernagiotto e Rosanna Vettoretti per via dei continui attacchi ricevuti dagli alleati, il capogruppo ha provato a mediare guadagnando solo brevi momenti di tregua. Adesso la scelta di dire "basta". Dal prossimo consiglio comunale Bertolazzi lascerà quindi il gruppo di FdI per formare un gruppo misto che, al momento, comprende solo lui.