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- Triennale, inizia l’era di Trione: “È una centrale elettrica dinamica”. Presto la scuola di alta formazione
Il presidente illustra le linee guida e anticipa le novità: “Le domande, un filo conduttore delle mostre. Siamo d’accordo con la rettrice del Politecnico Donatella Sciuto, accoglieremo qui anche dottorati”

La nuova squadra: da sinistra De Lucchi, Morogallo, Porro, Trione, Lucà Dazio e Viliani

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Milano – Un intenso programma di mostre, a partire dall’autunno, un lavoro sugli archivi, preziosi scrigni di memoria e, fra le novità più interessanti, la costituzione di una scuola di alta formazione, per attività di dottorato, in collaborazione con il Politecnico, e che sarebbe la prima in Italia. “La Triennale non è una istituzione che si accende e si spegne a seconda delle stagioni, ha un dinamismo che vive tutto l’anno, è come una centrale elettrica che produce energia in modo ininterrotto”. Benvenuti nell’era di Vincenzo Trione in Triennale. Un nuovo corso che tiene conto della complessità dei tempi che viviamo e per questo, la programmazione, avrà ogni volta una domanda guida dalla quale discenderanno le mostre e le installazioni a tema. “Oggi conta di più porre domande che offrire risposte, ”il domandare è la pietà del pensiero” ci ricorda Martin Heidegger”, ha proseguito il presidente Trione che sarà affiancato come vice da Maria Porro, presidente del Salone del Mobile. Nel nuovo assetto figura l’introduzione della carica di direttore creativo, affidata a Michele De Lucchi, che assume anche il ruolo di responsabile del Museo del Design Italiano di Triennale. “Idea del nuovo museo del Design? Si, anzi no, vediamo”, dice scherzando con i cronisti. “Di sicuro non sarà una cosa permanente, non ha senso oggi si devono fare cose molte temporanee, stiamo cambiando troppo e non possiamo lasciare indietro macigni che non si possono ricambiare..”.
Il nuovo comitato scientifico
Trione ha presentato il nuovo comitato scientifico e oltre a De Lucchi, figurano Manuela Lucà-Dazio, curatrice architettura, e Andrea Viliani, curatore arte contemporanea. Al comitato si aggiungono alcuni consulenti scientifici per le aree disciplinari specifiche. Per rafforzare la presenza del cinema in Triennale, è stato coinvolto Paolo Mereghetti; confermati Carlo Antonelli per la musica e Luca Stoppini per la moda. Chiara Spangaro si occuperà del coordinamento scientifico dell’Archivio di Triennale. Umberto Angelini è il direttore artistico del teatro di Triennale, Damiano Gullì sarà il curatore del public program e delle attività editoriali, Marco Sammicheli sarà il Design Week Exhibition Program Lead. Luca Cipelletti è il direttore architettonico del Palazzo dell’Arte.

Triennale
Il Centro Studi
Grande rilievo verrà data all’attività del Centro studi di Triennale, organo fondato nel 1935, attivo fino al 1990 e riattivato nel 2024 all’interno di Cuore. “Terrò io la delega - ha aggiunto Trione - un pò perchè il è il mio mestiere e perchè ci tengo molto, non esiste una realtà italiana che abbia uno spazio di questo tipo. La scuola di alta formazione sarà collegata. Con i dottorati partiremo in marzo, siamo d’accordo con la rettrice Sciuto”. Il Centro studi avrà anche il compito di individuare il tema dell’Esposizione Internazionale nel 2028, e i temi interdisciplinari annuali; definire le attività di ricerca e le pubblicazioni scientifiche. Coordinerà inoltre un hub, un programma di incubazione di idee e progettualità rivolto a figure emergenti del mondo del design, dell’architettura e della creatività che abiterà periodicamente gli spazi di Triennale. Lavorerà insieme a un Advisory Board, che avrà il compito di offrire prospettive di riflessione originali e trasversali e sarà composto dalla scrittrice Melania Mazzucco, dal geografo Franco Farinelli, dalla sociologa Nathalie Heinich, dal fisico Carlo Rovelli, dal teologo e filosofo Padre Benanti e dal saggista e autore Giuliano da Empoli. Il lavoro sugli archivi verrà intensificato attraverso iniziative di ricerca e divulgazione e collaborazioni con altre istituzioni. L’archivio di Triennale sarà oggetto di progetti espositivi e di nuove strategie di comunicazione digitale, con l’obiettivo di rendere sempre più accessibili documenti e materiali. Per il public program debutteranno le “Lezioni milanesi”, lezioni magistrali ispirate al modello dell’Università di Harvard che coinvolgeranno ogni anno una figura centrale del dibattito culturale contemporaneo: tra gli ospiti già confermati per il 2027 figura la specialista di politica e geopolitica franco-tunisina Asma Mhalla, protagonista della rassegna Work in progress.
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