Truffa del finto carabiniere a Napoli, anziana massacrata di botte: sei costole rotte e trauma cranico

Truffata, derubata e massacrata di botte in casa sua. A 93 anni. E poi il risvolto grottesco, un messaggio whatsapp alla nipote: «Andate da vostra zia perché ha subito una piccola truffa». Quando la ragazza è giunta a casa della zia assieme al padre, in zona Arenella, è stata la stessa donna ad aprirle la porta anche se molto sofferente: non era stata solo truffata ma barbaramente picchiata prima con un pugno dietro alla nuca e poi, quando stordita è caduta a terra, presa a calci e botte. Trasferita d’urgenza in ambulanza al Cardarelli, i sanitari l’hanno poi ricoverata al Trauma Center con sei costole rotte e un trauma cranico. La beffa, atroce, è che nel letto accanto al suo c’è un’altra donna ricoverata dopo aver subito, il 7 agosto scorso, la stessa truffa con violenza. L’anziana è stata derubata di 1.800 euro e diversi oggetti in oro, il ricordo di una vita, compresa una medaglia che le era stata data quando lavorava in un megastore come riconoscimento per la sua gentilezza.

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Il racconto

A denunciare l’accaduto è il fratello dell’anziana, Aldo Calabrese di 88 anni. Lo fa mentre è accanto alla sorella, durante l’orario di visita dell’ospedale. «Il Signore mi deve fare solo una grazia: devono essere tutti arrestati e portati in carcere. Quanto accaduto è assurdo». Grida vendetta l’artigiano del centro storico ora in pensione: «A Poggioreale sapranno vendicare mia sorella, c’è un codice d’onore: chi tocca donne, anziani e bambini non ha vita facile dietro alle sbarre».

 La truffa è quella della finta rapina in gioielleria. «Mia sorella - racconta - ha ricevuto una telefonata, probabilmente da un basista, che si è qualificato come carabiniere. Le ha detto che mia figlia aveva assistito a una rapina in una gioielleria e che l’avevano fermata ritenendo che potesse essere una complice. Quindi loro dovevano perquisire casa sua per verificare se avevano portato il bottino in custodia dalla zia. “Dobbiamo controllare, preparate tutto l’oro che avete” le hanno detto». Il tempo di posare il telefono e qualcuno bussa alla sua porta: un finto carabiniere. «Mia sorella - continua Calabrese senza mai chiamarla per nome, a sua tutela - apre la porta e trova una persona che si qualifica come carabiniere e le chiede dell’oro.

Lei prende gli oggetti che aveva in casa e glieli porta. Lui insiste: “E i soldi dove stanno? Perché durante la rapina sono stati presi anche dei soldi, dobbiamo vedere”. Lei prende una cassetta nella quale aveva 1.800 euro e la mette sul tavolo. Il finto carabiniere infila il tutto nella borsa». La 93enne, secondo il racconto del fratello Aldo, avrebbe capito proprio in quel momento che forse si trattativa di una truffa. Si è girata per prendere il cellulare e l’uomo, temendo una sua reazione, l’ha prima colpita con un pugno alla nuca e, quanto è caduta a terra, ha iniziato a picchiarla lasciandola inerme. Poco prima le aveva chiesto anche il numero della nipote, forse era già sua intenzione avvisarla di soccorrere la zia. Così, mentre la donna è terra priva di sensi, manda un messaggio per avvisare la ragazza di soccorrerla. «Quando mia sorella ci ha visto - ricorda Aldo Calabrese - ci ha detto: non me lo aspettavo proprio, si sono presentati bene. E ora è in un letto d’ospedale immobilizzata, con un trauma cranico, sei costole rotte e un pannolone perché non può neanche alzarsi per andare in bagno. Devono pagarla».

Le indagini

La denuncia è stata raccolta dalla polizia che ha  acquisito le immagini delle telecamere di sicurezza del parco dove la 93enne vive e queste avrebbero restituito alcuni fotogrammi interessanti. Ora bisogna soltanto individuare il responsabile anche se, secondo gli inquirenti, ad agire sarebbero state più persone. Ora è caccia ai banditi.