Dopo Salah i due ex Serie A sbarcano a Istanbul con ingaggi super. La storia di come la Süper Lig si sta prendendo il mercato europeo

Dopo Salah i due ex Serie A sbarcano a Istanbul con ingaggi super. La storia di come la Süper Lig si sta prendendo il mercato europeo

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Correva l’anno 1453 quando l’Impero ottomano piegò sotto assedio Costantinopoli, così sancendo la fine dell’Impero romano d’Oriente. Da lì, si aprì la porta all’espansione in Europa, arrivando ad un passo da quello che era il suo centro, Vienna. Oggi, se Costantinopoli ancora non è caduta poco ci manca. Di anno in anno l’influenza turca sul calcio europeo aumenta, minacciando gli altri campionati, Serie A in primis, di scalzarli dal circolo delle top leghe continentali.
La partita, ancor prima che disputarsi sul terreno di gioco, si gioca sul mercato a suon di milioni. E l’Italia la sta clamorosamente perdendo. La Süper Lig si sta infatti affermando come un campionato in grado di attirare le stelle mondiali. E non solo grazie al tifo caldissimo e al fascino degli spalti incendiati, nè per merito del livello calcistico espresso nella Mezzaluna. Il più delle volte a fare la differenza sono i lauti stipendi che Galatasaray, Fenerbahçe, Besiktas e ora Trabzonspor possono offrire, senza che il trasferimento comporti l’uscita del calciatore dal giro del calcio europeo.
Così, Vlahovic e Lukaku hanno fatto le valigie, seguendo l’esempio offerto da Salah, tra gli altri. Lo stipendio? Si parla di 6 milioni di euro netti per il belga, 10 per il serbo, addirittura 18,5 milioni per l’egiziano. A loro potrebbero aggiungersi anche Leao e Calhanoglu, per cui le sirene turche non si sono mai spente. Questi trasferimenti mostrano un cambiamento di paradigma. Mentre i vari Sneijder, Mertens e Balotelli si recavano in Süper Lig dopo aver regalato i loro anni migliori alla Serie A, lo stesso non può dirsi di Osimhen, Skriniar, Icardi e tutti gli altri calciatori che ne hanno seguito le orme.
E allora perchè scelgono la Turchia? A pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca: Osimhen percepisce 16 milioni di euro, Skriniar 10 e Icardi, ora svincolato, ne guadagnava 7,5. Cifre lontanissime da quelle che circolano in Serie A, e rese possibili, innanzitutto, dalla differente politica fiscale adottata. Mentre in Italia le agevolazioni previste dal Decreto Crescita - lo stesso che ha permesso di acquistare i vari Thuram, Maignan, Pulisic e Pavard - non si applicano più al settore sportivo, in Turchia è prevista una tassazione ridotta al 20%. E non solo. Le squadre turche accumulano fondi anche tramite investimenti in progetti del settore immobiliare e hanno accesso a prestiti bancari a tassi agevolati. Il rovescio della medaglia è il profondo rosso che registrano i conti delle società, ma finchè il sistema regge non sembra essere un problema.
La strategia per ora sta dando i suoi frutti. Soldi per attrarre top player. Top player per alzare il livello del campionato. Alzare il livello del campionato per attrarre altri top player, con l’obiettivo di portare la Süper Lig tra le top leghe europee. Il percorso è ancora lungo, ma i primi segnali sono evidenti. Greenwood tra la Roma e il Galatasaray ha scelto i turchi, così come Akè, che ha preferito il Fenerbahçe all’Inter. Una sconfitta sul mercato che rischia presto di riflettersi anche sul campo. La scorsa stagione la Juventus è stata buttata fuori dalla Champions League dal Galatasaray: è stata prima volta nel recente passato che una italiana è stata eliminata da una turca in una competizione europea. Dicevamo, se Costantinpoli ancora non è caduta poco ci manca.
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