Ucciso dal suo clan, svolta dopo 24 anni: ergastolo per il killer che ammazzò Giuseppe Scuotto

Si chiude con un ergastolo e un’assoluzione il processo di primo grado chiamato a fare luce sull’omicidio di Giuseppe Scuotto, pezzo da novanta dal clan Contini assassinato in corso Novara nel lontano maggio del 2000. Al termine di un tortuoso iter dibattimentale celebrato innanzi alla seconda sezione della Corte di assise di Napoli, presidente Maurizio Conte, la pena massima - il carcere a vita - è stato disposto per Gennaro Cirelli (nella foto che segue), ritenuto l’esecutore materiale del delitto. Accuse in frantumi invece per Antonio Muscerino “il biondo”, difeso dai penalisti Domenico Dello Iacono e Franco Piccirillo. Alcuni collaboratori di giustizia lo inquadravano come il complice del killer, precisamente come l’uomo che avrebbe guidato lo scooter usato per il raid. Il quadro indiziario, anche sulla scorta di alcune incongruenze emerse dai racconti dei testimoni chiave, su tutti i figli della vittima, ha però spinto la Corte di assise a ritenere insufficienti le prove. Per entrambi gli imputati la Direzione distrettuale antimafia aveva invocato la pena dell’ergastolo.


L’agguato scattò nel lontano maggio del 2000. Giuseppe Scuotto, in quel periodo ritenuto il capozona del clan Contini nell’area del Vasto-Arenaccia, in zona piazza Garibaldi, fu affiancato mentre percorreva corso Novara in sella a un ciclomotore e fu trafitto da due colpi d’arma da fuoco. Morì poco dopo per le gravissime ferite riportate. Un delitto maturato, secondo la ricostruzione della Procura, in un clima di profonda sfiducia e sospetto che si era innescato all’interno del clan, gruppo capofila dell’Alleanza di Secondigliano: i vertici del sodalizio temevano infatti che Scuotto potesse intraprendere un percorso di collaborazione con la giustizia, avviando un pentimento che avrebbe potuto scompaginare le attività del clan. A questo timore si aggiungeva la contestazione di una gestione autonoma e non autorizzata di affari illeciti e del traffico di stupefacenti nel quartiere, condotta in aperto contrasto con le direttive dei vertici dell’organizzazione. Per oltre vent’anni l’omicidio Scuotto era rimasto impunito. Adesso, all’esito di un tesissimo dibattimento, la giustizia presenta il conto a uno dei due sospettati. Carcere a vita per il presunto killer.