Vacanze “lente”, dal Sud: la sfida all’overtourism

Le vacanze sono arrivate nella fase calda, e con essa si ripresenta la solita emergenza dell’overtourism. Ma il nostro Paese offre un’ampia scelta di vacanze alternative. È il caso dei borghi, dell’agriturismo, sempre più gettonato, e delle nuove formule a misura di giovani. Per l’agriturismo, diventata ormai la vacanza esperienziale per eccellenza, tra natura ed enogastronomia, potrebbe essere un 2026 da boom.

La tendenza degli ultimi anni, rilevata da uno studio di Ismea, è infatti decisamente positiva: è l’attività che mette d’accordo tutti, italiani e stranieri. Ha segnato la svolta aprendo la strada alle cosiddette attività connesse all'agricoltura che, secondo il bilancio tracciato dalla Coldiretti dal varo della legge d’Orientamento nel 2001 hanno raggiunto un valore di 15 miliardi. A svolgere una funzione di apripista del nuovo modello agricolo nazionale è stata proprio l’offerta della vacanza in fattoria.

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Le mete

Il report di Ismea ha calcolato in quasi due miliardi il valore dell’agriturismo nel 2024, con un balzo del 140% rispetto al 2020. Cibo e vini attraggono il turista come i monumenti, i paesaggi (di cui l’agricoltura è parte integrante) e tutte le espressioni artistiche. Un modello che - spiega l’Ismea - oltre a generare reddito diversificato per le imprese, contribuisce alla valorizzazione dell'identità agroalimentare italiana. Un’attività a forte trazione meridionale. La Sicilia si distingue per l’incremento più marcato (+8,9%), seguita da Basilicata (+3,3%) e Campania (+2,2%). Ismea ha sottolineato le eccellenti performance del Lazio che, grazie alla spinta del Giubileo, ha registrato un vero boom (+22,5%). Sono oltre 26mila le strutture agrituristiche presenti lungo la Penisola e, secondo Campagna Amica e Terranostra, è crescente la domanda di esperienze autentiche che permettono ai visitatori di entrare in contatto diretto con le produzioni locali e le tradizioni rurali.

I cammini

Ma ci sono anche altre formule. Il Festival della Letteratura da viaggio, promosso dalla Società geografica italiana, che si è svolto recentemente, ha proposto “I Cammini”. E anche in questo segmento il Mezzogiorno è in prima fila. «Il Cammino di San Nilo - spiega Claudio Bocci, presidente di “Cultura del Viaggio” - è uno dei segreti meglio custoditi del turismo lento in Italia. Si sviluppa interamente nel basso Cilento, all'interno del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, ripercorrendo i passi dei monaci italo-greci (o basiliani) che nel primo millennio cercarono rifugio in queste terre selvagge. A guidare idealmente il camminatore è la figura di San Nilo da Rossano, una delle personalità più importanti del monachesimo orientale, che proprio nel Cilento ricevette l'abito monastico». Il percorso è suggestivo e unisce idealmente la costa con l’entroterra montuoso per poi ritornare al mare. Si parte da Sapri, sul Golfo di Policastro, e si arriva a Palinuro, per un totale di circa 100 chilometri suddivisi solitamente in 8 tappe. Un percorso in cui si può scoprire una inedita natura fatta di boschi di faggio e castagno, gole profonde, fiumi cristallini e piccoli borghi medievali. «Non è solo un trekking naturalistico - sottolinea Bocci - camminare qui significa riscoprire le tracce della cultura bizantina, visibile nell'architettura delle grotte cenobitiche, negli affreschi rimasti e nelle tradizioni religiose dei borghi». Può diventare anche una scoperta delle eccellenza alimentari perché il Cilento è la patria della Dieta Mediterranea.

L’agricoltura, L'IA e l'importanza di sperimentare

I cammini bizantini sono un’attrattiva in tutto il Mezzogiorno, dalla Calabria alla Basilicata fino alla Puglia. Tra l'VIII e l'XI secolo, il Sud Italia fu una vitale provincia dell'Impero Romano d'Oriente. Migliaia di monaci in fuga dalle persecuzioni in Oriente trovarono rifugio in queste terre. Oltre al Cammino di San Nilo nel Cilento, c’è quello che porta in Calabria al Monastero di San Giovanni Theristis a Bivongi. Dalla Calabria alla Basilicata con percorsi nell’area del parco del Pollino fino ai complessi monastici scavati nei canyon di Ginosa e Laterza al confine con la Puglia. Uno dei percorsi più lunghi è quello Niliano, un itinerario culturale che nasce a Rossano, in Calabria, e giunge fino a Grottaferrata (Roma), tocca 20 comuni del Sud con una forte presenza cilentana. Insomma, un’opportunità per scoprire arte, natura e cibo.