Victoria Rapini da titolo. Campionessa italiana di equitazione a 17 anni

La ferrarese ha coronato il sogno tricolore: "Devo tutto alla mia famiglia, al mio istruttore Massimiliano Scarano e soprattutto a Leonard, il mio cavallo".

«Non riesco ancora a crederci», ha dichiarato un’emozionata Victoria dopo la gara

«Non riesco ancora a crederci», ha dichiarato un’emozionata Victoria dopo la gara

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È una vittoria che profuma di talento, sacrificio e, soprattutto, di un amore infinito per i cavalli. All’età di soli 17 anni, la giovane amazzone Victoria Rapini ha conquistato il gradino più alto del podio ai Campionati Italiani giovanili Prestige salto ostacoli d’ Equitazione, nella categoria Criterium junior 1 e 2 grado (130, 130 ,135cm altezza dei salti) , tenutasi presso Le lame a Montefalco, lasciando alle spalle rivali agguerriti e confermandosi come una delle promesse più luminose dell’equitazione azzurra. La competizione, che ha visto sfidarsi i migliori talenti del Paese sotto l’egida della Fise (Federazione Italiana Sport Equestri), è stata caratterizzata da un altissimo livello tecnico.

In sella al suo fedele compagno di gara, Leonad de Baudemont, cavallo belga di 9 anni, la giovane atleta ha messo in scena una prestazione impeccabile. Precisione millimetrica, perfetto sincronismo e una freddezza da veterana le hanno permesso di chiudere i percorsi netti facendo esplodere in un boato il pubblico presente in tribuna.

Dietro i pochi minuti trascorsi sul campo di gara si nascondono anni di dedizione assoluta. Per la neo-campionessa, l’equitazione non è mai stata un semplice hobby, ma una vera e propria ragione di vita. Fin da quando era piccolissima, la sua giornata si divide tra scuola ed allenamenti. Mentre i suoi coetanei si godevano i pomeriggi di svago, lei sceglieva il lavoro duro in scuderia: pulire i box, prendersi cura del cavallo prima ancora di montare in sella, e ore e ore di allenamento sotto il sole o la pioggia battente. Una passione viscerale, fatta non solo di tecnica, ma di una rara e profonda empatia con l’animale.

"Non riesco ancora a crederci", ha dichiarato un’emozionata Victoria subito dopo la premiazione, con gli occhi lucidi e la medaglia d’oro al collo.

"Questo risultato è il coronamento di un sogno. Devo tutto alla mia famiglia, al mio istruttore Massimiliano Scarano e soprattutto a Leonard. Tra noi c’è un legame speciale: in campo eravamo un cuore solo".

La vittoria della diciasettenne lancia un messaggio potente a tutti i giovani sportivi: con la determinazione, il rispetto per il proprio compagno di squadra a quattro zampe ed il duro lavoro, nessun ostacolo è troppo alto da superare.

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